La storia del riscatto di Cyberpunk 2077 non è ancora finita del tutto, almeno secondo chi guida CD Projekt RED. Il co amministratore delegato dello studio polacco, Michał Nowakowski, ha ammesso senza troppi giri di parole che il percorso per recuperare la fiducia dei giocatori delusi è ancora a metà strada, e che la speranza ora è tutta riposta in The Witcher 4 o magari in qualche progetto futuro ancora più in là nel tempo.
Vale la pena ricordare da dove arriva tutto questo. La reputazione impeccabile dello studio subì un colpo durissimo proprio con il lancio di Cyberpunk 2077, soprattutto a causa dei bug enormi e di prestazioni davvero deludenti sulle console della generazione precedente. Una situazione talmente grave che Sony arrivò a togliere il gioco dal PlayStation Store, riammettendolo solo qualche mese dopo, una volta sistemati i problemi più seri.
Cyberpunk 2077: dal disastro alla rinascita
Gli sviluppatori si sono rimboccati le maniche per anni, lavorando sodo su tutti i problemi tecnici e migliorando contenuti e funzionalità del gioco. Il punto di svolta è arrivato con l’Update 2.0 e con l’espansione Phantom Liberty, accolti entrambi in maniera ottima e capaci di rendere di nuovo appetibile il titolo agli occhi del pubblico. I numeri parlano chiaro, visto che lo scorso novembre Cyberpunk 2077 aveva venduto 35 milioni di copie.
Ora però lo studio ha la testa altrove, concentrata quasi del tutto su The Witcher 4. E la domanda che tutti si fanno è semplice. La community ha davvero perdonato CD Projekt RED? Nowakowski, in un’intervista, ha risposto con una sincerità che non capita spesso di sentire dai vertici di un’azienda.
“Non sono convinto al cento per cento di aver completato tutto il percorso di redenzione. Sono convinto che abbiamo perso la fiducia di alcune persone in modo definitivo, ed è giusto così. Ma spero che riusciremo a riconquistarla, se non con The Witcher 4, allora con qualunque cosa verrà dopo.”
C’è però un risvolto positivo in tutta questa sofferenza, e il dirigente lo ha sottolineato. Gli sviluppatori oggi sono dei “veterani temprati dalle battaglie”, leader capaci di portare sulle spalle sfide di tutt’altro tipo.
Un piano lungo dieci anni
Le ambizioni dello studio sono enormi. C’è un piano che copre più di dieci anni e che comprende la nuova trilogia di The Witcher, il remake del primo capitolo affidato a Fool’s Theory, Project Sirius, ovvero lo spin off multiplayer reboot in mano a Molasses Flood, ora parte di CDPR, poi Cyberpunk 2 e il misterioso nuovo marchio Project Hadar.
Detto questo, Nowakowski ha voluto chiarire un punto che a molti sta a cuore. CDPR non diventerà mai uno studio che sforna un gioco all’anno.
“Il nostro sogno è realizzare più giochi, anche se non vogliamo mai diventare lo studio che lancia un grande titolo ogni anno. Potrebbe succedere, ma non è quello l’obiettivo. Abbiamo un piano decennale di massima, però lo scopo non è inondare il mercato di giochi CDPR. Vogliamo solo fare giochi davvero belli, e non vogliamo nemmeno avere una marea di IP. Non abbiamo intenzione di crescere in quel modo.”
Il primo banco di prova vero con la community arriverà il prossimo anno, con l’uscita di The Witcher 3: Wild Hunt – Songs of the Past, la terza espansione del pluripremiato action RPG open world. Lo sviluppo è in collaborazione con Fool’s Theory, ma saranno gli occhi puntati su CDPR a contare di più, proprio per via di quanto accaduto con Cyberpunk 2077.