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Tariffe EV in revisione: accordi diretti con Bruxelles
A far scattare qualcosa è stato un caso concreto, quello della Cupra Tavascan. Il modello, prodotto in Cina dal gruppo Volkswagen, è riuscito a ottenere un’esenzione dai nuovi dazi europei introdotti nel 2024. La Commissione europea ha accettato di escludere il SUV coupé dal perimetro delle tariffe aggiuntive in cambio di un prezzo minimo concordato e di una quota di vendite stabilita. Non si tratta di un dettaglio tecnico per addetti ai lavori, ma della prima vera deroga dall’entrata in vigore delle nuove misure. Un precedente che pesa. Per capire la portata della questione basta guardare ai numeri. La Tavascan era soggetta a un dazio aggiuntivo del 20,7%, che si sommava al 10% standard sulle importazioni. In pratica, oltre il 30% complessivo all’ingresso nel mercato europeo. Un fardello che incide pesantemente su prezzi, margini e competitività. L’esenzione cambia radicalmente lo scenario per quel modello e, inevitabilmente, accende l’interesse di altri costruttori.Segnale pragmatico dalla Cina per le auto elettriche
Fino a pochi mesi fa Pechino preferiva una trattativa centralizzata, evitando che le singole aziende aprissero tavoli diretti con Bruxelles. Eppure le regole europee hanno sempre previsto la possibilità di chiedere esenzioni su specifici modelli assemblati in Cina. I negoziati tra le autorità cinesi e l’Unione erano stati riattivati già a dicembre, ma ora il clima sembra più pragmatico. Il portavoce del ministero del Commercio ha espresso l’auspicio che altre aziende possano raggiungere accordi basati su impegni di prezzo, lasciando intendere che la porta non è chiusa. Naturalmente non si tratta di una soluzione automatica né di un via libera generalizzato. Ogni richiesta verrà valutata caso per caso e le procedure potrebbero richiedere tempo. Le tensioni commerciali restano sullo sfondo e nessuno può pensare che basti un precedente per risolverle. Però il segnale politico è chiaro: c’è spazio per trattare. Per i costruttori cinesi significa avere uno strumento in più per difendere l’accesso a un mercato cruciale come quello europeo. Per l’industria del Vecchio Continente vuol dire poter contare su un canale regolamentato per attenuare l’impatto delle tariffe senza rinunciare del tutto alla linea di tutela scelta da Bruxelles. Non è una rivoluzione, ma è un aggiustamento che potrebbe rendere il confronto meno rigido e, forse, un po’ più gestibile per tutti.Fonte: TecnoAndroid








