La storia sembra uscita da un film, eppure è accaduta davvero in un ospedale di Shanghai. Un uomo colpito da un braccio robotico sul lavoro è arrivato in pronto soccorso con il collo praticamente staccato dal resto del corpo: le vertebre cervicali erano spezzate, le arterie gravemente danneggiate, la pelle lacerata. Solo pochi tessuti molli tenevano insieme ciò che restava del suo collo. In condizioni simili, di solito non c’è spazio per la speranza: il cuore era già andato in arresto e la paralisi era immediata. Eppure, contro ogni previsione, i medici hanno scelto di tentare.
Braccio robotico provoca ferita estrema, l’intervento record salva il paziente
Al Changzheng Hospital non hanno avuto neppure il tempo per gli esami di routine: spostare il paziente sarebbe bastato per ucciderlo. Ogni secondo contava, ogni scelta poteva significare vita o morte. Le arterie che portano sangue al cervello erano compromesse: una ostruita, l’altra ridotta a un filo. Bastava un piccolo errore e l’uomo avrebbe perso più di due litri di sangue in pochi istanti. Eppure, sotto la guida del dottor Chen Huajiang, un’équipe multidisciplinare ha deciso di rischiare.
Il 18 giugno, tre ore di sala operatoria hanno trasformato un incubo in un tentativo di rinascita. I chirurghi hanno rimosso coaguli, riallineato le vertebre e inserito due placche metalliche per stabilizzare la colonna. Non esisteva un manuale da seguire: ogni decisione è stata presa sul momento, calibrando la posizione delle viti e dei supporti per non peggiorare i danni. È stata la prima volta al mondo che una simile tecnica è stata applicata in circostanze tanto disperate.
Alla fine, quando il paziente ha riaperto gli occhi e i parametri vitali hanno ripreso un ritmo regolare, la tensione si è sciolta. Oggi riesce già a stare seduto con aiuto e a muovere spalle e braccia, anche se la strada verso la guarigione sarà lunga e disseminata di rischi. I medici parlano con prudenza, ma il fatto che sia vivo e cosciente è già di per sé straordinario.
Questa vicenda non è solo la cronaca di un incidente e di un intervento chirurgico. È la prova concreta di quanto la determinazione di un gruppo di medici, unita al coraggio di spingersi oltre ciò che è stato fatto prima, possa riscrivere i confini di ciò che sembra possibile.