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Coco e Serve Robotics, class action a Chicago sui dati biometrici

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I robot per le consegne che girano sui marciapiedi di Chicago potrebbero trasportare molto più di un burrito o di una busta della spesa. Secondo due proposte di class action depositate in città, le macchine di Coco Robotics e Serve Robotics avrebbero raccolto dati biometrici senza alcun consenso, arrivando perfino a misurare la geometria del volto delle persone, e li avrebbero poi usati per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale.

Le cause sono state promosse da residenti della contea di Cook, che accusano le due aziende di aver violato il Biometric Information Privacy Act dell’Illinois. La legge è piuttosto chiara. Chi raccoglie informazioni di questo tipo deve comunicare per iscritto quali dati intende acquisire e per quale scopo, ottenere un consenso scritto preventivo e rispettare tempi precisi di conservazione e cancellazione.

Le accuse dei due querelanti

Il primo a farsi avanti è Mitchell Breidinger. Racconta di non aver mai scelto la consegna tramite robot per la spesa ordinata su DoorDash, eppure nel settembre 2025 davanti a casa sua si è presentato proprio un robot di Coco. Mentre digitava il codice per ritirare il pacco, le telecamere della macchina avrebbero ripreso viso, testa e mani, e il lidar, una tecnologia di imaging tridimensionale, ne avrebbe misurato la forma. Breidinger sostiene anche che un operatore remoto dell’azienda abbia seguito tutta la consegna in video e che nessuno lo abbia mai avvisato per iscritto della raccolta dei suoi dati o della durata della loro conservazione.

Il secondo querelante, Barry Schain, ha ricevuto tre consegne di Serve Robotics insieme ai suoi ordini su Uber Eats. Anche lui afferma di non aver mai selezionato l’opzione robotica. Le cause chiedono un risarcimento previsto dalla legge di EUR 890, circa 850 euro, per ogni violazione dovuta a negligenza e di EUR 4.451, circa 4.300 euro, per ogni violazione intenzionale o sconsiderata, oltre ad altre forme di tutela non specificate. Le due società respingono le accuse e negano di registrare i dati biometrici dei clienti o dei passanti. Un portavoce di Serve Robotics ha spiegato che i robot “usano telecamere e sensori per muoversi in sicurezza sui marciapiedi di Chicago” e che l’azienda non utilizza quelle informazioni per identificare le persone, dato che i suoi sistemi “non sono progettati per identificare individui o creare profili biometrici”. Dal canto suo un portavoce di Coco Robotics ha dichiarato che l’azienda raccoglie soltanto dati di navigazione “per rendere i marciapiedi più sicuri per tutti” e che non condivide le informazioni relative all’inizio o alla fine delle consegne nell’ambito delle proprie collaborazioni.

Un settore che cresce in fretta tra i timori sulla privacy

Il fenomeno delle consegne robotiche si è allargato parecchio da quando Starship Technologies ha effettuato la sua prima consegna, quasi dieci anni fa. A metà anno l’azienda ha comunicato di aver superato i 10 milioni di consegne nel mondo. Coco Robotics gestisce oggi circa 1.000 robot tra Chicago, Los Angeles, Washington DC e Miami, mentre Serve Robotics ne conta oltre 2.000 distribuiti tra Los Angeles, Atlanta, Dallas Fort Worth, Miami, Chicago e Alexandria, in Virginia. Entrambe lavorano soprattutto con DoorDash, Uber Eats e Grubhub. Le previsioni indicano una crescita rapida nei prossimi anni. Una stima calcola che il mercato statunitense passerà da 252 milioni di dollari nel 2025, circa 215 milioni di euro, a 3,1 miliardi entro il 2035, pari a circa 2,7 miliardi di euro. E non si parlerà solo di cibo e generi alimentari. Le spedizioni potrebbero includere medicinali, componenti industriali e una vasta gamma di prodotti al dettaglio, con un possibile aumento anche delle consegne via drone e via barca.

Nel frattempo cresce l’insofferenza verso una tecnologia sempre più presente nella vita quotidiana. Proprio come è accaduto con altri strumenti di sorveglianza basati sull’intelligenza artificiale e con le telecamere di Flock Safety, anche i robot di consegna, che si orientano grazie a IA, telecamere e lidar, stanno incontrando una resistenza sempre più diffusa negli Stati Uniti. Alcuni sono stati presi a pugni, a calci, rovesciati e imbrattati. Esperti di privacy e attivisti per i diritti digitali temono inoltre che i corrieri autonomi finiscano per cancellare posti di lavoro nel settore delle consegne e che possano essere sfruttati da governi o aziende per tracciare gli spostamenti delle persone.

Fonte: TecnoAndroid

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