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Le truffe su Android preoccupano sempre più persone e Google ha deciso di rispondere con un pacchetto di nuove difese che sfruttano anche Gemini. Secondo un sondaggio condotto dall’azienda insieme a YouGov su utenti di Stati Uniti, Canada e Australia, il 40% di chi usa uno smartphone si dichiara “molto” o “estremamente” preoccupato per i raggiri che passano dal telefono. Le contromisure integrate nel sistema operativo coinvolgono Google Messaggi, le chiamate e perfino la condivisione dello schermo.
Google Messaggi diventa più sospettoso con la modalità protezione avanzata
La novità più corposa riguarda Google Messaggi, che introduce la modalità protezione avanzata. Si tratta di un’impostazione facoltativa che, una volta attivata, accende le difese più robuste contro le frodi nelle conversazioni. In questo caso il sistema si appoggia ai modelli cloud di Gemini per leggere il contesto dei messaggi con maggiore profondità. Un aiuto prezioso soprattutto contro quegli inganni che maturano piano piano, con qualcuno che si spaccia per un amico o un collega e solo dopo un po’ arriva alla richiesta vera e propria. Tutta l’analisi avviene in un ambiente cifrato chiamato Private AI Compute, dove i dati restano fuori portata persino per Google.
La stessa modalità mette al lavoro anche Gemini Nano direttamente sul dispositivo, con il compito di valutare in tempo reale i link sconosciuti prima ancora che vengano aperti. Chi organizza questi raggiri registra spesso domini appena nati che nessuno ha ancora catalogato come pericolosi, ed è proprio qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Gemini Nano prova a capire se un indirizzo è affidabile anche quando non compare in nessuna lista nera. Arrivano poi avvisi più chiari e visibili quando un link proviene da un numero non salvato in rubrica, una tutela che finora era riservata ad alcuni paesi o ai dispositivi con Android Advanced Protection attivo.
Si allargano inoltre gli avvisi nelle notifiche delle app di chat di terze parti come WhatsApp o Telegram. La funzione era già disponibile sui Pixel ma raggiungerà centinaia di milioni di dispositivi di altri produttori entro la fine dell’anno.
Chiamate dirottate e schermo condiviso, le altre falle chiuse
Tra i trucchi più gettonati dai malintenzionati c’è il reindirizzamento delle chiamate. In pratica le telefonate in arrivo vengono deviate su un altro numero così da intercettare i codici OTP, cioè quei codici temporanei che la banca invia per confermare un’operazione, e prendere il controllo degli account. Android ora blocca le app che tentano di attivare questa deviazione in background e mette in guardia l’utente se qualcuno cerca di convincerlo a digitarla manualmente sul tastierino del telefono.
Poi c’è il capitolo della condivisione dello schermo. Android già nascondeva le informazioni sensibili nelle app native durante una sessione di screen sharing e adesso la stessa protezione si estende a Chrome e ad Android WebView. Se durante la condivisione si apre un campo password o una pagina di pagamento il contenuto viene oscurato in automatico, senza che l’utente debba toccare alcuna impostazione.
Il caso Brasile e la verifica delle chiamate bancarie
Il fronte più interessante è quello brasiliano. Lì le truffe basate su finte telefonate della banca sono esplose del 195,7% in dodici mesi secondo la Federazione Brasiliana delle Banche. Google ha quindi stretto accordi con Banco do Brasil, Itaú Unibanco e altri istituti per introdurre la verifica in tempo reale delle chiamate in arrivo. Android interroga direttamente l’app ufficiale della banca per capire se quella telefonata è stata davvero avviata dall’istituto. Quando il controllo non va a buon fine il sistema riattacca da solo e avvisa l’utente del pericolo.
Da giugno a oggi questa funzione ha fermato oltre 3 milioni di chiamate fasulle soltanto per i due istituti citati. Google sta già estendendo il sistema ad altri partner in giro per il mondo, tra cui Revolut.
Fonte: TecnoAndroid


