Chi usa Claude abbinato a strumenti esterni come OpenClaw deve prepararsi a mettere mano al portafoglio. Quello che fino a oggi era un utilizzo coperto dai normali abbonamenti sta per cambiare in modo piuttosto drastico, con un impatto diretto sulle tasche di chi aveva preso l’abitudine di sfruttare questi agenti AI automatici per gestire email, calendari e operazioni quotidiane.
La decisione arriva direttamente da Anthropic, la società che sviluppa Claude. E colpisce in modo particolare OpenClaw, un agente che negli ultimi mesi ha fatto parlare parecchio di sé per la sua capacità di agire in autonomia su attività concrete: check-in ai voli, gestione della posta, prenotazioni e tutto quel genere di compiti ripetitivi che molti preferiscono delegare. Il problema, a quanto pare, è che proprio questa popolarità ha messo sotto pressione le risorse della piattaforma in modo insostenibile.
A partire da sabato 4 aprile, dalle 21:00 ora italiana, i limiti inclusi negli abbonamenti Claude non copriranno più l’utilizzo tramite strumenti di terze parti come OpenClaw. Tradotto: usare questi agenti non consumerà più il traffico compreso nel piano mensile, ma richiederà pagamenti separati. Una bella differenza rispetto a prima.
Come funzionerà il nuovo modello a consumo
Anthropic sposta quindi OpenClaw e gli strumenti simili su un modello pay-as-you-go, fatturato a parte rispetto all’abbonamento standard. Per continuare a usarli con il proprio account Claude servirà questa formula a consumo, oppure in alternativa una chiave API di Claude, che è un tipo di accesso più vicino a quello pensato per gli sviluppatori che a quello dell’utente finale medio.
Per ammorbidire un po’ il colpo, Anthropic promette a chi è già abbonato un credito una tantum pari al costo del proprio piano mensile. Questo credito potrà coprire parte del nuovo consumo extra, ma una volta esaurito resteranno solo due strade: acquistare pacchetti di utilizzo scontati oppure passare all’uso diretto dell’API.
Nelle comunicazioni ufficiali, Anthropic spiega che gli abbonamenti Claude non sono nati per sostenere i modelli di utilizzo tipici degli strumenti di terze parti. Agenti come OpenClaw tendono a generare un volume di richieste molto elevato e continuo, con un impatto pesante sulla capacità dei server. L’azienda parla esplicitamente di gestione attenta delle risorse e di priorità data ai clienti che usano i prodotti diretti di Anthropic. L’esplosione di utilizzo di OpenClaw, in sostanza, avrebbe reso più difficile garantire prestazioni stabili a chi usa Claude in modo più tradizionale.
Tentativi di mediazione e scenari futuri
OpenClaw è diventato rapidamente uno degli esempi più citati di agente AI capace di gestire attività concrete al posto dell’utente. E proprio questa capacità di “fare cose” ha spinto molti abbonati Claude a integrarlo nelle proprie routine quotidiane, rendendo il cambiamento ancora più sentito.
Il creatore di OpenClaw, Peter Steinberger, oggi lavora per OpenAI, mentre tra i membri del consiglio di OpenClaw compare Dave Morin. Entrambi avrebbero provato a convincere Anthropic a rivedere o almeno rinviare la decisione, riuscendo però solo a ottenere un rinvio di una settimana rispetto ai piani iniziali. Non esattamente una vittoria.
Sul piano strategico, la mossa di Anthropic potrebbe anche spingere una parte degli utenti verso strumenti interni come Claude Cowork, piuttosto che verso agenti sviluppati da realtà esterne. L’azienda non ha fornito ulteriori commenti ufficiali oltre alle comunicazioni inviate agli utenti, lasciando aperte molte interpretazioni sul bilanciamento tra motivazioni tecniche e interessi di prodotto.