La Cina sta accelerando verso traguardi che, fino a qualche tempo fa, sembravano dominio quasi esclusivo dei Paesi occidentali. Quando si parla di sviluppo umano, cioè di quel mix di indicatori che misurano lotta alla povertà, qualità dell’istruzione, benessere generale delle persone, il quadro che emerge racconta una corsa che il gigante asiatico sta affrontando con un passo deciso. E i numeri, almeno per ora, sembrano dargli ragione su una traiettoria che potrebbe portarlo a superare gli Stati Uniti.
Cina: cosa misurano davvero questi obiettivi
Vale la pena fermarsi un attimo su cosa significhi parlare di obiettivi di sviluppo umano. Non si tratta solo di crescita economica o di PIL che sale. Dentro questo paniere finiscono cose molto concrete, dalla riduzione della povertà all’accesso all’istruzione, fino al benessere delle persone inteso in senso ampio. Sono parametri che provano a fotografare la vita reale, quella fatta di scuole, di servizi, di condizioni in cui milioni di individui si trovano a vivere ogni giorno.
Il punto interessante è proprio qui. La Cina ha lavorato negli anni su questi fronti con una determinazione che adesso si traduce in risultati misurabili. Gli Stati Uniti, dal canto loro, restano un riferimento storico in molti di questi ambiti, ma il distacco che un tempo appariva incolmabile si sta assottigliando. Ed è un dato che fa riflettere, perché tocca aspetti che vanno ben oltre la pura competizione tra superpotenze.
Un mondo lontano dai traguardi del 2030
C’è però un aspetto che ridimensiona qualsiasi entusiasmo, e riguarda lo scenario globale nel suo insieme. Nonostante i passi avanti di alcuni Paesi, il mondo non è sulla buona strada per raggiungere la maggior parte dei propri obiettivi entro il 2030. La scadenza si avvicina e il ritardo accumulato pesa, in molti casi, in modo significativo.
Questo significa che, al di là della singola Cina e dei suoi progressi, il bilancio complessivo resta in chiaroscuro. I traguardi fissati per la fine del decennio appaiono, per buona parte, ancora distanti. E mentre alcune nazioni corrono, altre arrancano, lasciando il quadro generale ben lontano da quel punto di arrivo che era stato immaginato qualche anno fa.
La fotografia che ne esce è quella di un percorso a velocità diverse. Da una parte un Paese che avanza e che, sui parametri dello sviluppo umano, potrebbe presto mettersi davanti agli Stati Uniti. Dall’altra un insieme di obiettivi internazionali che, presi tutti insieme, rischiano di rimanere in gran parte sulla carta quando arriverà il momento della verifica.