Chrome su Android diventa molto più rapido quando c’è da riempire moduli noiosi, perché adesso il browser è in grado di compilare in automatico dati come numeri di passaporto, patenti e informazioni sui veicoli. Una novità che fa risparmiare tempo a chiunque abbia provato almeno una volta a inserire a mano una lunga serie di codici dal proprio telefono, magari mentre si fa il check in di un volo o si prenota un parcheggio.
Compilare moduli complessi da smartphone resta una delle attività più fastidiose in assoluto. Digitare a mano numeri di passaporto, dati dell’auto, informazioni di viaggio o codici identificativi porta via minuti preziosi e apre la porta a errori di ogni tipo. Google ha deciso di mettere mano proprio a questo punto dolente con un aggiornamento pensato per ampliare la compilazione automatica e legarla più strettamente a Google Wallet. Insieme arrivano anche una revisione delle impostazioni di Autofill e nuove protezioni per i dati più delicati.
Nuovi dati supportati e integrazione con Google Wallet
Fino a poco tempo fa il sistema di autocompletamento di Chrome si limitava a gestire indirizzi, dati di pagamento, password e informazioni di contatto. Niente di particolarmente sofisticato, insomma. Con questo aggiornamento la lista si allunga parecchio e comprende categorie ben più avanzate: documenti d’identità, passaporti, patenti di guida, targhe automobilistiche e altri dati collegati ai veicoli.
L’idea è semplice. Ridurre al minimo le informazioni da digitare a mano quando si fa il check in di un volo, si prenota un parcheggio, si noleggia un’auto oppure ci si registra a un servizio che chiede verifiche documentali. Parte di queste funzioni era già comparsa sulla versione desktop nel 2025 e ora le stesse capacità sbarcano anche su Android e iOS.
Il punto più interessante riguarda però il legame tra Chrome e Google Wallet. Il browser può attingere direttamente alle informazioni custodite nel portafoglio digitale per completare i moduli web compatibili. Quando si inserisce per la prima volta un dato supportato dentro un modulo online, Chrome propone di salvarlo nel Wallet, e da quel momento l’informazione resta a disposizione per l’autocompletamento sui siti che lo permettono. Google sottolinea che salvataggio e utilizzo avvengono solo con il consenso dell’utente e che tutto viene protetto tramite crittografia.
Nuove impostazioni Autofill e verifica biometrica opzionale
L’aggiornamento porta con sé anche una riorganizzazione dell’interfaccia di configurazione. Spunta una nuova sezione chiamata Autofill and passwords, che suddivide le informazioni in categorie specifiche, dalle password e passkey fino ai documenti. Una struttura più ordinata, che aiuta a trovare, modificare o cancellare i dati salvati senza impazzire, e che offre una panoramica più limpida di tutto ciò che è disponibile per la compilazione automatica.
In parallelo Google sta distribuendo una modalità battezzata Enhanced Autofill, che aggiunge un livello di protezione in più quando entrano in gioco dati particolarmente sensibili. In questi casi Chrome può chiedere una verifica biometrica tramite impronta digitale, riconoscimento facciale o altri sistemi di autenticazione supportati dal dispositivo.
La verifica non è obbligatoria e va attivata manualmente. Una volta abilitata, abbassa il rischio che qualcun altro possa mettere le mani su documenti e credenziali salvate in caso di furto o accesso non autorizzato allo smartphone. Le nuove funzioni vengono rilasciate poco alla volta attraverso Chrome 150 per Android e nelle versioni più recenti per iOS, con una distribuzione graduale che potrebbe richiedere giorni o addirittura settimane prima di raggiungere tutti.