Riconoscere le truffe online è diventato più semplice grazie a due strumenti che ormai molti hanno sotto mano ogni giorno. Parliamo di ChatGPT e Claude, entrambi già piuttosto abili nel fiutare il linguaggio tipico delle frodi. Quel senso di urgenza esagerato, gli errori grammaticali sparsi qua e là, le richieste di dati sensibili che dovrebbero far drizzare le antenne. L’aggiornamento più recente rende tutto ancora più concreto, perché adesso Claude integra nativamente il rilevatore di truffe di Norton tramite i connettori della piattaforma, mentre ChatGPT lo mette a disposizione come applicazione dedicata dal proprio catalogo.
In pratica si possono incollare collegamenti sospetti, caricare schermate di email ambigue oppure interi scambi di messaggi e ottenere subito un’analisi sulla probabilità che si tratti di una fregatura. Il punto vero, però, è un altro. Chiedere semplicemente “è una truffa?” non porta lontano. L’AI restituisce risultati molto più utili quando riceve istruzioni precise su cosa cercare e come valutarlo.
Come attivare il rilevatore di truffe
Su ChatGPT basta aggiungere l’applicazione del rilevatore di truffe dal catalogo delle app che si trova nella barra laterale. Su Claude, invece, si passa attraverso i connettori. Si clicca sul segno più nella barra dei prompt, si naviga fino alla sezione dei connettori, si sceglie “aggiungi connettore” e si cerca il rilevatore di Norton nella libreria disponibile. Una volta collegato è pronto per qualsiasi conversazione, senza altri passaggi.
Dieci prompt per dieci tipi di truffa
Per le email sospette il prompt più versatile chiede di analizzare il messaggio come farebbe un analista di sicurezza informatica, cercando tattiche di phishing, mittenti contraffatti, senso di urgenza, incongruenze grammaticali, link potenzialmente dannosi e richieste di informazioni sensibili, con un punteggio di rischio da 1 a 10 e la relativa spiegazione. È probabilmente quello che si userà più spesso, dato che l’email resta il veicolo più comune per le frodi digitali.
Per i messaggi di testo si può chiedere se il contenuto è legittimo o una truffa, facendosi spiegare ogni segnale di allarme e cosa accadrebbe rispondendo. Per i siti di acquisti dall’aria dubbia conviene far indagare sull’affidabilità, sulle recensioni false, sui prezzi sospetti, sull’età del dominio e sulle somiglianze con negozi truffa già noti. I codici QR meritano attenzione a parte, visto che finiscono su parchimetri, volantini e menu dei ristoranti e quasi tutti li scansionano senza pensarci.
Ci sono poi le offerte di lavoro troppo belle per essere vere, da esaminare come farebbe un selezionatore attento agli assegni falsi e ai tentativi di furto d’identità. Le truffe sentimentali sono tra le più devastanti, perché il coinvolgimento emotivo spegne la lucidità, e qui il prompt punta a scovare manipolazione emotiva, adescamento finanziario o false identità. Per i mercatini online si guarda ai metodi di pagamento fasulli e alle frodi sulla spedizione. Per i finti messaggi di assistenza tecnica, quelli che spacciano di essere Microsoft, Apple, Amazon o la banca, si confronta la conversazione con le truffe già catalogate. Restano i piani di investimento con promesse irrealistiche, gli schemi piramidali e le trappole legate alle criptovalute, oltre ai profili social che sembrano impersonare qualcun altro.
Come usarli tutti i giorni
Il modo più efficace di sfruttarli è condividerli con chi ne ha davvero bisogno, tipo i familiari meno esperti di tecnologia che sono anche i bersagli preferiti. Si possono salvare come note sul telefono, stampare, oppure insegnare direttamente ad accedere a ChatGPT o Claude e a usarli quando arriva qualcosa di strano.
Il rilevatore non sostituisce il buon senso e non offre garanzie assolute. Aggiunge però un livello di analisi che la maggior parte delle persone non saprebbe fare da sola, come controllare l’età di un dominio, riconoscere gli schemi di manipolazione emotiva o individuare i metodi di pagamento tipici delle frodi. Le truffe digitali sono sempre più sofisticate e l’intelligenza artificiale viene usata anche per costruirle. Sfruttare la stessa tecnologia per difendersi non è paranoia, è semplice igiene digitale.