Parliamo di chatbot che prescrivono psicofarmaci, e no, non è lo scenario di un film distopico. È qualcosa che sta succedendo adesso, negli Stati Uniti, con tanto di autorizzazione delle autorità locali. Lo stato dello Utah ha dato il via libera all’utilizzo di un chatbot sviluppato dalla startup Legion Health, con sede a San Francisco, per il rinnovo di alcune ricette legate a farmaci psichiatrici. Un passo che apre interrogativi enormi su come l’intelligenza artificiale stia entrando nel campo della salute mentale.
Il funzionamento è piuttosto semplice da descrivere: i pazienti selezionati possono accedere al servizio di Legion Health per ottenere il rinnovo di prescrizioni già attive, senza passare da uno psichiatra in carne e ossa. Il tutto al costo di circa 17 euro al mese. Per ora il programma è disponibile solo tramite una lista d’attesa e coinvolge un numero limitato di persone. I pazienti ammessi sono stati scelti con criteri precisi: nessuna ospedalizzazione e nessun cambio di terapia nell’ultimo anno.
Quali farmaci può prescrivere il chatbot
L’elenco dei medicinali che il chatbot di Legion Health è autorizzato a prescrivere comprende 15 farmaci. Tra i nomi più noti ci sono Prozac (fluoxetina), Zoloft (sertralina), Wellbutrin (bupropione), oltre a principi attivi come mirtazapina e idrossizina, utilizzati comunemente nel trattamento di ansia e depressione.
Il fatto che un sistema basato su intelligenza artificiale possa gestire la prescrizione di psicofarmaci è qualcosa che divide profondamente il dibattito. Da una parte ci sono studi che evidenziano rischi concreti nell’affidarsi ad algoritmi per decisioni cliniche così delicate. Dall’altra, alcuni risultati vengono considerati incoraggianti da chi vede nell’AI uno strumento capace di ampliare l’accesso alle cure. Ma qui non si parla di consulenza generica o di un supporto informativo: si parla di ricette vere, per farmaci veri, che agiscono sul cervello.
Un servizio attivo 24 ore su 24 e in espansione
La pagina ufficiale di Legion Health sottolinea che il servizio è operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un dettaglio non trascurabile, soprattutto per chi ha difficoltà ad accedere a visite psichiatriche tradizionali con tempi di attesa spesso lunghissimi. Dopo il debutto nello Utah, il piano prevede un’espansione in tutti gli Stati Uniti entro la fine del 2026.
E poi c’è la questione economica. Il chatbot che prescrive psicofarmaci è un servizio a pagamento, e questo lo rende un esempio piuttosto emblematico di come l’innovazione legata all’intelligenza artificiale possa assumere una natura esclusiva. Il tema è la salute mentale, eppure l’accesso a questo strumento passa da un abbonamento mensile. Il termine “innovazione” qui va inteso nel senso più neutro possibile, come sinonimo di cambiamento, senza giudizi di merito positivi o negativi.