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Esiste un uccello più rumoroso del mondo e la sua voce è talmente potente da poter coprire il frastuono di un concerto rock. Si chiama campanaro dalla gola nuda e i suoi richiami superano in volume perfino quello di un martello pneumatico. Il paragone suona quasi esagerato ma rende bene l’idea di quanto possa essere intenso il canto di questo volatile, capace di trasformare la natura che lo circonda in qualcosa di molto simile a un cantiere in piena attività.
A rendere possibile un simile exploit sonoro non è un trucco particolare ma una combinazione di caratteristiche fisiche piuttosto precise. Secondo quanto emerso, sono soprattutto le dimensioni corporee più grandi e un becco più largo ad aiutare uccelli come il campanaro a lanciare versi così potenti. Due elementi apparentemente semplici che però fanno una differenza enorme quando si tratta di farsi sentire.
Più forte di un martello pneumatico
Per capire davvero di cosa si parla basta pensare a una strada in lavori. Il rumore di un martello pneumatico è uno di quelli che si sentono a distanza e che costringono a alzare la voce per parlare con chi sta accanto. Ecco, il richiamo del campanaro dalla gola nuda riesce ad andare oltre. E non si tratta di un macchinario costruito apposta per fare fracasso ma di un animale che usa il proprio corpo per produrre un suono di quella portata.
Lo stesso vale per il confronto con la musica dal vivo. Chiunque abbia assistito a un concerto rock sa bene quanto possa essere avvolgente e assordante il volume che esce dagli amplificatori. Immaginare che un singolo uccello possa sovrastare tutto questo dà la misura di un fenomeno davvero fuori dal comune. Non per niente il campanaro viene considerato l’uccello più rumoroso del mondo, un primato che pochi altri animali potrebbero contendergli.
Il legame tra fisico e potenza vocale è il punto centrale della questione. Un corpo più grande e un becco più ampio offrono a questi volatili gli strumenti giusti per spingere il suono lontano. In pratica la loro anatomia lavora come una sorta di cassa di risonanza naturale che permette di raggiungere livelli sonori altrimenti impensabili per creature di quella taglia.
Il mistero dell’evoluzione di un canto così potente
Se il come è abbastanza chiaro, il perché rimane invece avvolto nel mistero. Non è ancora noto infatti quale sia la ragione per cui un volume del genere si sia sviluppato nel corso dell’evoluzione. Le caratteristiche fisiche spiegano il meccanismo ma non svelano lo scopo che si nasconde dietro un richiamo capace di rivaleggiare con un martello pneumatico.
Ed è proprio questo l’aspetto più affascinante della vicenda. Conoscere gli ingredienti che permettono al campanaro dalla gola nuda di cantare così forte è soltanto una parte del quadro. L’altra parte, quella che riguarda le origini evolutive di un simile talento, non ha ancora trovato una risposta definitiva. Per ora gli studiosi sanno che le dimensioni del corpo e la larghezza del becco giocano un ruolo decisivo nel rendere questi uccelli dei veri campioni di decibel, mentre le ragioni per cui la natura abbia premiato una voce tanto potente restano ancora poco chiare.
Fonte: TecnoAndroid








