Call of Duty: Black Ops torna disponibile su PlayStation, ma chi lo ha comprato sperando in un ritorno tranquillo agli anni d’oro si è ritrovato davanti a un muro. Il problema non è l’età del gioco, è che gli hacker lo hanno reso praticamente ingiocabile, esattamente come accadeva sulla vecchia PS3. E non parliamo di piccoli fastidi, ma di situazioni che impediscono del tutto di entrare in partita.
Il primo capitolo della saga Black Ops trascinava questi guai da anni sulla versione PS3, dove l’online era diventato una zona franca per chi voleva rovinare l’esperienza altrui. L’arrivo su PS4 e PS5, con la promessa di nuovi server, sembrava l’occasione buona per chiudere quel capitolo. Non è andata così. Il gioco è tra i più venduti sul PlayStation Store in questo momento, eppure i malfunzionamenti sono talmente pesanti da lasciare fuori dal multiplayer un bel po’ di giocatori.
Un terreno perfetto per chi vuole fare danni
Qui va fatta una precisazione importante. Non stiamo parlando di semplici cheat, quelli che danno un vantaggio sleale ma lasciano comunque giocare gli altri. Si tratta di azioni pensate proprio per impedire agli acquirenti di mettere piede in una partita.
Nella modalità Domination alcuni utenti hanno trovato il modo di sfruttare un exploit per assegnare punti esperienza negativi agli avversari. Il risultato è che questi ultimi finiscono sotto il Livello 1, che è il requisito minimo per accedere alle modalità competitive online. Tradotto, chi subisce l’attacco resta tagliato fuori dal multiplayer senza aver fatto nulla di sbagliato. A questo si aggiungono giocatori che entrano ed escono in continuazione dalle lobby e casi di manomissione dei file di salvataggio, usati per sbloccare i Pro Perks senza sudarseli sul campo di battaglia.
Un aggiornamento che non ha aggiornato granché
Le critiche piovute su queste riedizioni erano già iniziate per il prezzo. Ogni titolo costa 39,99 euro, cifra che in parecchi hanno giudicato eccessiva per giochi così datati. Poi si è aggiunto il capitolo del lavoro di conversione, considerato del tutto inadeguato rispetto agli standard attuali.
Il punto è proprio questo. Nonostante il passaggio alle console di nuova generazione, non è stato fatto nulla di concreto per la sicurezza di chi gioca. Gli stessi hack ed exploit che rendevano un incubo le versioni precedenti sono rimasti lì, intatti, pronti a rovinare l’esperienza di chi voleva soltanto rigiocare Black Ops come era stato concepito all’epoca. Chi sperava in una riproposizione curata si è ritrovato con gli stessi vecchi problemi, semplicemente trasferiti su hardware più moderno.
Nel frattempo il franchise continua a muoversi altrove, con Spectre che fa il suo ritorno nella Stagione 5 di Call of Duty: Black Ops 7, accompagnato da un apposito trailer di lancio. Ma per chi ha scommesso sulla riedizione del primo capitolo, la situazione al momento resta quella di un multiplayer compromesso da problemi che si trascinano ormai da troppi anni.