Gli utili di BYD sono crollati in modo significativo nei primi tre mesi del 2026, segnando il peggior calo trimestrale dal 2020. Parliamo del più grande produttore di veicoli elettrici al mondo, che si trova ora a fare i conti con un mercato domestico sempre più complicato, anche se fuori dalla Cina le cose vanno decisamente meglio. L’utile netto nel primo trimestre è sceso del 55,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a 4,09 miliardi di yuan, circa 550 milioni di euro.
Anche il fatturato non è stato esaltante: un calo di quasi il 12% su base annua, arrivando a 150,2 miliardi di yuan (circa 20,3 miliardi di euro). È il terzo trimestre consecutivo in discesa e il dato più basso da metà 2024. Va detto, però, che il risultato ha comunque superato le previsioni degli analisti, che si aspettavano ricavi tra i 132 e i 140 miliardi di yuan. BYD ha venduto 700.463 unità tra veicoli elettrici e ibridi plug-in nel periodo considerato, un numero che segna un calo del 30% anno su anno e quasi il 48% in meno rispetto ai volumi record dell’ultimo trimestre del 2025.
Il mercato cinese delle auto elettriche è diventato un campo di battaglia. BYD si è imposta come leader grazie a modelli con prezzi molto aggressivi, ma proprio questa guerra dei prezzi sta erodendo i margini. A complicare le cose ci si è messo anche il governo: se nel biennio 2024/2025 i veicoli a nuova energia erano completamente esenti dalla tassa di acquisto, per il 2026 e il 2027 l’agevolazione è stata dimezzata, con un tetto massimo di 15.000 yuan a veicolo. Questo cambiamento nelle politiche di incentivi ha spinto molti consumatori ad anticipare gli acquisti alla fine del 2025, aggravando il rallentamento del primo trimestre 2026. Le vendite in Cina sono calate per diversi mesi consecutivi, e la redditività si è ridotta anche se le esportazioni continuano a crescere con forza.
L’espansione internazionale diventa la carta decisiva per BYD
Con il mercato interno in frenata, BYD guarda sempre più oltre confine. L’obiettivo dichiarato è spedire più di 1,5 milioni di automobili all’estero nel corso dell’anno, per compensare la debolezza delle vendite domestiche. Gli addetti ai lavori si aspettano una crescita massiccia delle esportazioni anche nel prossimo anno, anche se la crescita complessiva delle consegne potrebbe essere meno spinta.
Questo cambio di strategia è stato evidente al Salone dell’Auto di Pechino, dove BYD ha presentato nuovi modelli pensati per il segmento premium. Tra questi spicca la Datang (Great Tang), un SUV elettrico full size con un prezzo di partenza di circa 250.000 yuan (circa 31.800 euro), che ha raccolto oltre 30.000 preordini nel solo primo giorno. Spostarsi oltre i modelli di fascia bassa serve a proteggere la redditività in un contesto dove la guerra dei prezzi sul mercato di massa non accenna a placarsi.
C’è poi un impegno rinnovato sul fronte tecnologico. BYD sta lavorando per migliorare la velocità di ricarica, tra le altre caratteristiche, cercando di convincere anche quei consumatori che ancora non sono pronti ad abbandonare le auto a combustione. La situazione è comunque a un bivio. L’espansione oltre i confini cinesi potrebbe essere la risposta alla domanda che tutti si fanno: BYD riuscirà a riprendersi? Secondo gli analisti, i prossimi trimestri saranno determinanti, e la ripresa della domanda interna di veicoli elettrici insieme a una crescita robusta delle esportazioni rappresentano le due leve fondamentali per un ritorno alla crescita dei profitti.