Il cosiddetto Monstruo del Mar de Bohai sembra uscito da un vecchio incubo della Guerra Fredda, eppure è qualcosa di molto attuale. Si tratta di una macchina ibrida che mette insieme barca e aereo, capace di volare a pochi metri dalla superficie dell’acqua, e che la Cina sta perfezionando a vista d’occhio. Le immagini più recenti raccontano di un progetto in piena evoluzione, e l’idea di base affonda le radici in un’epoca in cui le due superpotenze si sfidavano a colpi di mezzi al limite del fantascientifico.
Negli anni Cinquanta, mentre la tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica toccava i picchi più alti, i sovietici tirarono fuori una specie di mostro di Frankenstein da campo di battaglia. Una creatura a metà strada tra una nave e un velivolo, capace di librarsi sull’acqua: erano gli ekranoplani. Un’idea bizzarra, certo, ma con una logica militare precisa. Oggi Pechino ha ripreso quel filo, dando vita a questo apparecchio avvistato per la prima volta nel 2025 in una banchina del Mar di Bohai, all’estremità nordoccidentale del Mar Giallo.
Bohai Sea Monster: idrovolante, mezzo anfibio e forse anche lanciamissili
Le nuove fotografie del Bohai Sea Monster mostrano che la Cina continua a lavorarci sopra, con l’obiettivo di trasformarlo in una potenziale arma difensiva per i conflitti in mare aperto. Il mezzo si riconosce subito per il caratteristico scafo da idrovolante e per la coda a V. Ma è nei dettagli che emergono le differenze più interessanti rispetto al primo avvistamento.
Sotto ciascuna ala spuntano un paio di punti di ancoraggio che sembrano pensati per il lancio di armamenti o di droni. La configurazione complessiva, poi, conferma che si tratta di un veicolo progettato apposta per operare a bassissima quota sull’acqua. Insomma, non un semplice idrovolante, ma qualcosa di più ambizioso: trasporto militare, mezzo anfibio e, secondo alcune ipotesi, perfino piattaforma di lancio missili, tutto in un’unica macchina.
Un’arma pensata per i mari del Pacifico
Alcuni rapporti parlano di un programma “civile” legato alla Guardia Costiera cinese, anche se storie di copertura di questo tipo non sono per niente rare quando si tratta di progetti militari di Pechino. E un mezzo simile, in effetti, sarebbe perfetto per uno scenario di guerra in acque come quelle del Pacifico. Può portare carichi pesanti, personale e materiali in luoghi remoti dove magari non c’è nemmeno una pista d’atterraggio, e tutto questo coprendo grandi distanze in tempi rapidi.
C’è di più. Volando radente sull’acqua, questo apparecchio risulta immune a mine, sottomarini e altre minacce che possono insidiare anche zone considerate relativamente sicure. Riesce pure a sfuggire ai sensori terrestri, restando fuori dal raggio di sorveglianza nemico. Un altro filone di analisi suggerisce però che il Monstruo del Mar de Bohai non sia il modello definitivo, ma piuttosto una “demo” tecnologica in scala ridotta, costruita per validare il concetto prima di passare a versioni decisamente più grandi.