A dieci anni dal debutto Bloodborne torna sotto i riflettori, e stavolta non per qualche indiscrezione su un remake o una remastered. Del resto Bluepoint Games ha chiuso i battenti, e l’idea di una versione rinnovata sembra ormai svanita. Proprio quel vuoto, quel silenzio che pare destinato a restare lì intatto, ha rimesso in moto le chiacchiere tra appassionati. Tutto parte da un test tecnico che mostra una cosa abbastanza sorprendente, ovvero che l’action RPG di FromSoftware potrebbe girare benissimo su PlayStation 5 con pochissime modifiche e senza che nessuno degli sviluppatori metta mano al codice.
La prova è stata realizzata su una PS5 modificata, sfruttando alcuni accorgimenti piuttosto mirati. In pratica si tratta di interventi che permettono al gioco di accedere a una quantità maggiore di memoria e, soprattutto, di tenere CPU e GPU sempre alla massima frequenza. Niente cali, niente compromessi. È vero che parliamo di una mod non ufficiale, qualcosa che ufficialmente Sony non ha mai benedetto, eppure il risultato fa storcere il naso a chi ricorda i 30 fps a singhiozzo dell’originale. Molti fan parlano già del Bloodborne definitivo, quella versione che avrebbero sempre voluto e che, almeno sulla carta, sarebbe stato fattibile realizzare senza chissà quale sforzo.
Un’occasione che forse Sony si è lasciata sfuggire
Il punto che fa discutere è proprio questo. Se bastano modifiche tutto sommato contenute per portare il gioco a girare in 4K e a frequenze così alte, allora viene da chiedersi perché un’operazione del genere non sia mai arrivata in via ufficiale. Il framerate più fluido cambia completamente l’esperienza in un titolo dove tempismo e reattività contano più di ogni altra cosa. Chi ha provato a confrontare il vecchio Bloodborne con quanto mostrato dalla mod nota subito la differenza, e non è una sfumatura da poco.
C’è un certo rammarico, diciamolo, nel constatare che un classico così amato resti ancorato alle prestazioni di una console ormai superata, mentre la tecnologia per dargli nuova vita esiste e funziona. La community di FromSoftware chiede a gran voce un trattamento simile da anni, e ogni tanto un test come questo riaccende le speranze, anche se nulla lascia pensare a un intervento concreto. Il fatto che a dimostrarlo siano stati degli esterni, e non l’azienda che possiede il gioco, dice parecchio su come a volte le grandi occasioni vengano lasciate sul tavolo.
Resta il fascino di vedere un capolavoro come questo finalmente sciolto dai limiti tecnici che lo hanno accompagnato fin dall’inizio. Una PS5 spinta al massimo, un gioco che gira come avrebbe dovuto fin da subito, e una domanda che continua a frullare nella testa di chi ama questo titolo, ovvero perché tutto questo sia possibile soltanto attraverso una modifica casalinga e non grazie a chi quel gioco lo ha pubblicato.