Blizzard per il momento respira, ma l’aria in casa dello studio resta tesa. Con la nuova ondata di licenziamenti che ha investito Xbox, la preoccupazione per le sorti della software house acquisita da Microsoft nel 2023 (parte di quell’accordo colossale da 70 miliardi di dollari) è tornata a farsi sentire con forza. La casa di World of Warcraft e Overwatch, per ora, sembra essere rimasta lontana dalla scure dei tagli. Eppure un memo interno lascia intuire che aggiornamenti sul futuro dell’azienda arriveranno più avanti, e nessuno se la sente di dormire sonni tranquilli.
La seconda tornata di tagli, compresa nei 3.200 posti annunciati, ha fatto crescere il timore all’interno dello studio in modo evidente. Perché quando i licenziamenti toccano così tante persone, la sensazione di trovarsi tutti sulla stessa barca diventa difficile da ignorare.
Nessuno al sicuro davvero
È spuntata una email firmata da Johanna Faries, presidente di Blizzard, indirizzata al personale proprio per mettere un po’ di ordine nella confusione del momento. Nel messaggio, Faries scrive che il team potrà aspettarsi ulteriori dettagli su quanto è successo e su cosa questo significhi concretamente per Blizzard nelle prossime comunicazioni. Per ora, però, si limita a riconoscere una cosa semplice, ossia che si tratta di una giornata difficile, che colpisce molte persone in modi diversi.
“Vi prego di prendervi cura di voi stessi e degli altri in questo momento, per quanto possibile”, prosegue Faries. E ringrazia l’intero team per aver continuato a lavorare con impegno e creatività sulle priorità strategiche dell’azienda, sostenendo le proprie community e restando uniti tra colleghi. Parole misurate, ma che lasciano trasparire una certa tensione di fondo.
Il reset di Xbox e la posizione particolare dello studio
I tagli Xbox in questione riguardano circa 3.200 posizioni distribuite su più divisioni videoludiche, e coinvolgono nomi pesanti come id Software, Bethesda e Arkane, tra gli altri. Tutto rientra in quel processo di reset più volte evocato dalla CEO di Xbox Asha Sharma e dal CCO Matt Booty, pensato per spingere l’azienda verso una maggiore sostenibilità finanziaria. Non a caso, dopo aver azzerato il team tecnico di id Software, Sharma ha ribadito di volere più Doom e più Quake.
Blizzard, dicevamo, per ora se la cava meglio di altri. Ma il segnale mandato da Microsoft è piuttosto chiaro. In quanto casa di Diablo, Warcraft e StarCraft, lo storico studio occupa una posizione tutta sua, che imporrebbe un’attenzione specifica nel caso di riorganizzazioni o cambiamenti importanti. Questi franchise contano basi di fan enormi e attivissime, hanno infrastrutture live service complesse da mandare avanti, e poi c’è il BlizzCon, l’evento internazionale che ogni anno raduna decine di migliaia di appassionati.