Chi utilizza Google Voice da anni sa bene che il servizio è rimasto praticamente immutato nel tempo, senza grandi stravolgimenti né aggiunte particolarmente moderne rispetto ad altri sistemi di chiamata via internet. Eppure qualcosa si muove. Sono arrivati due nuovi piani personali, pensati per chi vuole qualche funzione in più senza per forza passare alle opzioni pensate per le aziende. Il debutto risale allo scorso mese di giugno e porta con sé i pacchetti chiamati Google Starter e Google Standard. Il servizio esiste in una forma o nell’altra da quasi vent’anni. Per molti utenti va benissimo così, ma la voglia di vedere qualche tocco più contemporaneo resta sullo sfondo. Questi due piani non ribaltano tutto, però offrono strumenti utili a un prezzo che non pesa troppo sul portafoglio.
Cosa cambia con Starter e Standard
Partiamo dai numeri. Il piano Starter costa circa 9 euro al mese, mentre lo Standard si attesta intorno ai 18 euro mensili. Quest’ultimo però al momento gode di uno sconto niente male, con il prezzo dimezzato del 50 per cento per i primi sei mesi. Un bel modo per provare qualcosa in più senza spendere subito una cifra piena. La domanda sorge spontanea. Cosa si ottiene rispetto al piano gratuito di sempre? Con il piano Starter arriva l’assistenza attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, il blocco del proprio numero così da non perderlo mai, la chiamata a tre e il supporto per telefoni da scrivania e adattatori ATA. Roba concreta, insomma, per chi usa il servizio con una certa frequenza.
Il piano Standard include tutto quello del pacchetto Starter e aggiunge alcuni strumenti in più legati a Gemini, come le note vocali, insieme all’instradamento delle chiamate con centralino automatico. Quest’ultima funzione dà un’aria decisamente più professionale, utile soprattutto a chi gestisce la linea per un’attività.
Le opzioni più avanzate per chi lavora
Chi ha bisogno di andare oltre può sempre iscriversi ai piani professionali. Salendo di livello si sbloccano funzioni più complesse come la messa in coda delle chiamate, l’eDiscovery, la possibilità di collegare numeri già esistenti a Voice e altro ancora. Sono tutte cose che tornano parecchio comode a chi manda avanti un’impresa o ha bisogno di un supporto telefonico più strutturato. Esiste persino un livello Premier che offre assistenza a livello internazionale.
È chiaro che questi piani a pagamento non fanno per tutti. C’è chi non ha nessuna di queste esigenze e può tranquillamente restare sul piano gratuito, continuando a usare il servizio come ha sempre fatto. La verità è che una funzione in particolare farebbe la differenza per molti utenti, ovvero il supporto agli RCS. È da anni che viene richiesta a gran voce, ma per ora non sembra proprio all’orizzonte.