Bill Gates guarda al Regno Unito e lo fa con un progetto che ha già fatto discutere parecchio negli ultimi mesi. TerraPower, l’azienda americana sostenuta proprio da Gates, ha messo gli occhi sul mercato britannico per portare il suo reattore nucleare di nuova generazione, quel modello chiamato Natrium da 345 MW che promette di cambiare le carte in tavola nel settore dell’energia pulita.
La mossa non è casuale. L’azienda ha avviato in modo ufficiale il processo di valutazione regolatoria e, allo stesso tempo, ha dato vita a una controllata locale, TerraPower UK Ltd. Tradotto: non si tratta di un interesse passeggero, ma di una scelta pensata per mettere radici nel lungo periodo. Un segnale chiaro, insomma, di chi vuole costruire qualcosa di solido e duraturo oltremanica.
Cosa significa l’arrivo di TerraPower nel Regno Unito
Quello che sta accadendo potrebbe rivelarsi uno dei passaggi più importanti raggiunti finora dall’azienda lungo questo cammino. Se il progetto dovesse ricevere il via libera, si aprirebbe la strada alla creazione di un’intera flotta di impianti sul territorio britannico. Non un singolo reattore isolato, quindi, ma una rete vera e propria di centrali basate sulla tecnologia Natrium.
Il reattore in questione punta tutto sulla nuova generazione di soluzioni nucleari, quelle pensate per essere più sicure, più flessibili e con una gestione dell’energia diversa rispetto agli impianti tradizionali. È il tipo di progetto su cui Gates ha investito convinzione e risorse, e il Regno Unito sembra essere terreno fertile per provare a farlo decollare.
L’iter regolatorio e i tempi del progetto
Sul piano pratico, TerraPower ha dato il via alla prima fase della Generic Design Assessment. Si tratta della procedura che le autorità britanniche utilizzano per esaminare e valutare i nuovi progetti nucleari prima di dare eventualmente il semaforo verde alla costruzione. In sostanza, è il filtro tecnico che ogni impianto deve superare prima di diventare realtà.
La richiesta era stata presentata nell’ottobre del 2025 e aveva poi ottenuto l’accettazione formale da parte del Department for Energy Security and Net Zero nel febbraio del 2026. Un percorso a tappe, com’è normale che sia quando si parla di nucleare, dove ogni passaggio richiede controlli accurati e tempi non proprio brevi.
L’avvio di questa valutazione rappresenta comunque un punto di svolta. Significa che il progetto Bill Gates non è più soltanto un’idea sulla carta, ma qualcosa che ha cominciato a muoversi concretamente attraverso i canali ufficiali. E il fatto che l’azienda abbia scelto di aprire una società dedicata sul posto la dice lunga sulle ambizioni che TerraPower coltiva per il mercato britannico nei prossimi anni.