L’obbligo UE sulle batterie sostituibili cambia di nuovo forma, e questa volta a beneficiarne sono soprattutto gli indossabili. Un nuovo atto delegato della Commissione europea ha infatti allargato l’elenco delle eccezioni al Battery Regulation, il famoso Regolamento UE 2023/1542 entrato in vigore nell’agosto del 2023. La conseguenza pratica è che smartwatch e fitness tracker restano fuori dall’obbligo di rendere la batteria removibile e sostituibile direttamente dall’utente.
Il regolamento, giusto per fare un ripasso veloce, nasce con un’idea abbastanza semplice. Le batterie montate sui prodotti venduti nell’Unione europea devono, in linea generale, poter essere tolte e cambiate senza troppi problemi da chi usa il dispositivo. Il motivo è duplice. Da una parte si punta ad allungare la vita utile degli apparecchi, perché spesso è proprio la batteria a cedere per prima e a mandare in pensione un prodotto ancora perfettamente funzionante. Dall’altra c’è la questione del riciclo, che diventa molto più gestibile se le batterie esauste si possono raccogliere con facilità.
Chi entra nella lista delle eccezioni
Alcune categorie erano già state messe da parte fin dall’inizio per ragioni di sicurezza. Parliamo dei dispositivi medici e dei cosiddetti wet appliances, cioè spazzolini elettrici e idropulsori orali. In quei casi la sostituzione della batteria resta possibile, ma la deve fare un tecnico qualificato, non l’utente comune, dato che si tratta di prodotti destinati a finire a contatto con l’acqua.
Con il nuovo atto la Commissione ha aggiunto sei nuove categorie. Oltre agli indossabili come gli smartwatch e i fitness tracker, entrano nell’elenco anche i giocattoli elettrici e i prodotti che rientrano nel campo della direttiva ATEX. Quest’ultima riguarda le apparecchiature pensate per lavorare in atmosfere potenzialmente esplosive, quindi motori antideflagranti, sensori, pompe o carrelli elevatori industriali. Nel frattempo Bruxelles ha anche rimesso mano alle linee guida già esistenti, offrendo ai produttori indicazioni più chiare su come applicare le nuove deroghe senza fare confusione.
Cosa manca prima che diventi tutto operativo
C’è ancora un passaggio da superare prima che il pacchetto di esenzioni diventi pienamente valido. Dopo il via libera della Commissione, l’atto delegato passa adesso all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE, che possono decidere di opporsi. Se nessuno solleva obiezioni, il testo entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.