La batteria nucleare in miniatura messa a punto in Cina fa parlare di sé per un motivo tutt’altro che banale: è progettata per funzionare migliaia di anni, senza mai bisogno di essere ricaricata. Non è pensata per finire dentro le automobili, va detto subito, ma apre uno scenario piuttosto affascinante per un mondo che dalle batterie dipende ormai per quasi tutto.
Il settore dell’auto insegue da tempo il suo Santo Graal, le batterie allo stato solido. Ci si avvicina, dicono, ma l’attesa dura da parecchi anni. Nel frattempo l’Università Normale del Nordovest e l’azienda Gansu Zhulong Technology hanno costruito qualcosa di diverso, con una vita utile stimata in oltre 5.000 anni. Si chiama Qianjiyuan Tianshu e rappresenta un salto rispetto alla minibatteria nucleare che la Cina aveva presentato nel 2024.
Le batterie, del resto, non servono solo alle auto elettriche o alle ibride. Sono ovunque, dai telefoni agli aspirapolvere. Il problema è sempre lo stesso: quando si degradano, spesso non conviene sostituirle e finisce che si butta via l’intero apparecchio per comprarne uno nuovo. Con una tecnologia simile, in teoria, questo circolo potrebbe cambiare.
Batteria nucleare cinese: poca potenza, tanti impieghi possibili
Chiariamo un punto: non è una batteria chimica classica. È una batteria nucleare che sfrutta l’isotopo Carbonio-14 insieme a un trasduttore in carburo di silicio. Il Carbonio-14, decadendo, emette elettroni, e il trasduttore li cattura trasformandoli in una corrente elettrica costante. Visto che il Carbonio-14 ha un tempo di dimezzamento di 5.730 anni, il dispositivo può teoricamente lavorare per millenni, senza perdere potenza e senza alcuna manutenzione.
Sembrerebbe la batteria definitiva. C’è però un dettaglio non da poco. È minuscola, occupa più o meno lo spazio di un cubetto di ghiaccio, e produce appena 1,13 microwatt. Per rendere l’idea, una comune pila a bottone come la CR2032, quella usata in tanti telecomandi dell’auto, è circa 13.000 volte più potente. E servirebbero all’incirca 200.000 di queste batterie nucleari per eguagliare una semplice stilo AA, quella del telecomando della TV.
Quindi che senso ha? Il merito sta nel punto di partenza. Come è successo con molte altre tecnologie, c’è ampio margine di evoluzione. Il Carbonio-14 potrebbe alimentare dispositivi a consumo bassissimo, tenendoli praticamente in stand by con un minimo di energia. Si pensa a missioni spaziali di lunga durata, a sensori ambientali remoti nelle acque profonde e polari, ad applicazioni per la difesa e persino agli impianti medici.
Il Diario Ufficiale di Scienza e Tecnologia della Cina lo mette nero su bianco: le batterie nucleari sono vitali per l’esplorazione spaziale, le missioni polari, gli equipaggiamenti specializzati e le operazioni senza equipaggio, oltre a essere un tassello chiave della strategia cinese sulla nuova energia. Un altro dato interessante riguarda la resistenza: in teoria questa Qianjiyuan Tianshu può funzionare a temperature comprese tra i -100 gradi e i 200 gradi.
Nel settore aerospaziale, va ricordato, le batterie nucleari si usano ormai da decenni, proprio perché durano più di qualsiasi batteria chimica. Nessuna, però, aveva finora fatto ricorso a una tecnologia che sulla carta garantisce una longevità così estrema.