Ubisoft ha messo nero su bianco un timore che fino a poco tempo fa restava piuttosto sottotraccia, ovvero il rischio legato ai rinvii troppo lunghi. Nel rapporto annuale da 356 pagine diffuso questa settimana, la società francese ha aggiornato l’elenco dei fattori che possono incidere sullo sviluppo e sull’uscita dei propri giochi. Fin qui niente di strano, se non fosse che accanto al solito avvertimento sul lanciare un prodotto troppo presto è comparso adesso anche il problema contrario.
L’azienda continua infatti a ribadire quanto sia pericoloso far arrivare sul mercato un titolo “senza essere stato sviluppato a sufficienza”. Ma quest’anno ha aggiunto una considerazione speculare, e cioè che “pubblicare un gioco troppo tardi, quando l’interesse del mercato è diminuito e il prodotto non risponde più agli standard del settore in un ambiente altamente competitivo, può ostacolarne il successo”.
Un avvertimento solo in apparenza banale
Detta così sembra quasi un’ovvietà. Eppure le modifiche alle comunicazioni sui rischi aziendali vengono lette spesso come una spia di preoccupazioni che stanno guadagnando peso dentro le stanze dei bottoni. Basti pensare all’anno scorso, quando Ubisoft aveva inserito un riferimento specifico alle campagne di denigrazione online contro giochi e sviluppatori, dopo le polemiche che avevano travolto Assassin’s Creed Shadows.
La compagnia non specifica quali progetti abbiano fatto scattare il nuovo campanello d’allarme sui ritardi. Però negli ultimi anni gli esempi non sono mancati. Lo stesso Assassin’s Creed Shadows, pur avendo finalmente portato la saga nel Giappone chiesto a gran voce dai fan da quasi vent’anni, avrebbe perso slancio commerciale in fretta dopo il debutto, tanto da aver già chiuso il supporto post lancio.
I mobile andati storti e i giochi ancora in cantiere
Discorso simile per le iniziative mobile legate ai marchi Rainbow Six e The Division. Erano partite in un periodo in cui buona parte dell’industria vedeva lo smartphone come il naturale prolungamento delle grandi serie da PC e console. Peccato che, stando a quanto riferito agli investitori, entrambi i titoli abbiano fatto registrare “una partenza lenta”.
Nel frattempo pure le produzioni più importanti in arrivo richiedono tempi di lavorazione più dilatati del solito. I nuovi capitoli di Assassin’s Creed, Ghost Recon e Far Cry sono attesi entro un paio d’anni, ma risultano già in lavorazione da parecchio più tempo rispetto ai cicli produttivi tradizionali delle rispettive serie. Un dettaglio che, messo accanto a quell’avvertimento sui ritardi, fa riflettere.
E poi resta lì, come un fantasma, il caso di Beyond Good & Evil 2. Annunciato una prima volta nel 2008, ripresentato nel 2017 all’E3, è diventato uno degli esempi più citati quando si parla di sviluppo problematico. Un progetto che, di fatto, incarna alla perfezione il pericolo appena messo nero su bianco nel rapporto.