La nuova Audi S5 arriva con una promessa ben precisa: offrire un equilibrio prestazionale che non lascia nulla al caso. E dopo averla guidata, si può dire che quella promessa viene mantenuta con una coerenza quasi disarmante. Il cuore di questa proposta sta nella combinazione tra la trazione Quattro Ultra e una modalità di guida pensata per chi vuole qualcosa in più dal retrotreno, la Dynamic Plus.
Parliamo di un’auto che non si limita a essere veloce in rettilineo o precisa in curva, ma che cerca di fare entrambe le cose con una naturalezza rara in questa fascia. Audi S5 è costruita attorno a un concetto di sportività che non urla, ma convince metro dopo metro. La trazione integrale Quattro Ultra, ormai marchio di fabbrica della casa di Ingolstadt, lavora in modo intelligente: distribuisce la coppia tra gli assi solo quando serve davvero, privilegiando l’efficienza nei tratti più tranquilli e intervenendo con decisione quando il grip lo richiede. Il risultato è un comportamento su strada che trasmette sicurezza senza mai sembrare artificiale o troppo filtrato.
Audi S5 2026: modalità Dynamic Plus e comportamento al posteriore
La vera sorpresa durante la prova arriva selezionando la modalità Dynamic Plus. Non è un semplice preset che irrigidisce le sospensioni e rende lo sterzo più pesante. Qui il lavoro è più sottile. Il posteriore diventa più reattivo, più coinvolto nella dinamica di guida, e questo cambia radicalmente il modo in cui Audi S5 affronta le curve. Si avverte una rotazione più naturale dell’avantreno, come se l’auto fosse meno riluttante a girare e più disposta a seguire le intenzioni di chi sta al volante.
Questo approccio rende la guida sportiva accessibile anche a chi non ha esperienza da pista. Non si tratta di un’auto che mette in difficoltà, anzi. Il bilanciamento complessivo resta sempre gestibile, ma con quella sfumatura in più che fa la differenza tra una berlina veloce e un’auto davvero divertente. La trazione Quattro Ultra in questo contesto fa un lavoro eccellente, perché non soffoca mai il posteriore ma lo accompagna, lasciandogli spazio quando la situazione lo consente.
Un equilibrio che si sente dalla prima curva
Quello che colpisce di più nella prova di Audi S5 è proprio la coerenza dell’insieme. Non c’è un elemento che sovrasta gli altri, non c’è un reparto che eccelle a scapito di un altro. Il telaio lavora in sintonia con la trasmissione, la risposta del motore è sempre proporzionata all’input del pedale, e le sospensioni trovano quel compromesso raro tra comfort e sportività che tante rivali inseguono senza centrare del tutto.
La posizione di guida è quella tipica delle sportive di Ingolstadt. Bassa quel tanto che basta, con un volante che arriva nelle mani nella posizione giusta senza troppi aggiustamenti. Gli interni non tradiscono la vocazione prestazionale ma non rinunciano alla qualità percepita che ci si aspetta da un prodotto di questo livello.
La nuova Audi S5 con trazione Quattro Ultra e modalità Dynamic Plus si posiziona esattamente dove voleva stare: nel punto in cui la sportività quotidiana incontra il piacere di guida puro, senza compromessi troppo evidenti da nessuna delle due parti. Un equilibrio prestazionale che, su strada, si traduce in un’esperienza di guida solida, convincente e genuinamente appagante.

