Ask YouTube è il nome della nuova funzione che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si cercano contenuti sulla piattaforma video più grande del mondo. Google la sta testando in questo momento con gli abbonati YouTube Premium negli Stati Uniti, e il meccanismo è tanto semplice quanto ambizioso: invece di mostrare la classica lista di video, la piattaforma genera una pagina con risposte testuali, riassunti, gallerie tematiche e suggerimenti per continuare a esplorare l’argomento. Tutto costruito dall’intelligenza artificiale, tutto ricavato dai video già presenti su YouTube.
Come funziona Ask YouTube e cosa cambia nella ricerca
Il funzionamento è piuttosto intuitivo. Nella barra di ricerca compare un pulsante con la scritta “Ask YouTube.” Cliccandolo, si accede a una pagina con ricerche suggerite e una casella di testo dove digitare qualsiasi domanda. Provando a scrivere qualcosa come “Breve storia dell’Apollo 11”, al posto dei soliti risultati video appare un riassunto testuale della missione, con le tappe principali, la data dell’allunaggio, il primo passo di Armstrong, un video con i momenti salienti, gallerie organizzate per tema e una serie di Short. In fondo alla pagina, poi, compaiono suggerimenti di domande per approfondire ulteriormente.
La cosa interessante è che Ask YouTube funziona come una vera e propria conversazione. Dopo aver ricevuto i primi risultati, si possono porre domande successive o seguire i suggerimenti proposti dal sistema. Per fare un esempio concreto: cercando “Chi erano gli astronauti dell’Apollo 11”, la pagina restituisce una griglia con informazioni su Armstrong, Aldrin e Collins. È un approccio che ricorda molto AI Mode, la funzione che Google sta già sperimentando nel suo motore di ricerca tradizionale.
I limiti dell’intelligenza artificiale e qualche errore di troppo
Funziona davvero bene? La risposta onesta è: più o meno. Durante un test con lo Steam Controller di Valve, Ask YouTube ha prodotto risultati per lo più corretti, mostrando una panoramica del controller, il video ufficiale di Valve, recensioni e Short correlati. Però ha commesso un errore tutt’altro che trascurabile: ha dichiarato che il vecchio Steam Controller non aveva il joystick, quando in realtà ne era dotato. È il solito promemoria che vale ogni volta che si parla di ricerca basata sull’intelligenza artificiale. I risultati sembrano autorevoli, il tono è sicuro, ma possono contenere informazioni sbagliate. La responsabilità di verificare resta sempre dell’utente.
Google ha fatto sapere che sta già lavorando per estendere Ask YouTube anche agli utenti senza abbonamento Premium. È molto probabile, quindi, che questa funzione diventi nel tempo la modalità di ricerca standard della piattaforma. Un passaggio che segnerebbe un cambiamento profondo nella natura stessa di YouTube: da luogo dove si cercano video a luogo dove si fanno domande e l’intelligenza artificiale organizza le risposte.
Il nodo dei creator e delle visualizzazioni
C’è però un aspetto che merita attenzione. Il rischio è lo stesso che si presenta con AI Mode nella ricerca di Google: se l’intelligenza artificiale risponde direttamente alla domanda dell’utente, con testo e riassunti già pronti, le persone potrebbero finire per guardare meno video. E questo significherebbe meno visualizzazioni per i creator, con tutto ciò che ne consegue in termini di guadagni e visibilità. Per Google, tuttavia, la priorità sembra essere un’altra: fare in modo che gli utenti restino su YouTube a fare domande, invece di rivolgersi a piattaforme concorrenti come ChatGPT.