Una misteriosa immagine termica scattata vicino all’Area 51 ha riportato a galla un progetto che sembrava sepolto da oltre quarant’anni, quel caccia “albero di Natale” ideato nel 1983 e considerato all’epoca impossibile da far volare. Basta poco, a quanto pare, per riaccendere le speculazioni intorno alla base più segreta degli Stati Uniti. Una sagoma sfocata nel cielo del Nevada è bastata a scatenare una valanga di teorie tra appassionati e specialisti.
Tutto è cominciato pochi giorni fa con una ripresa termica catturata nei pressi di Groom Lake, la struttura che il mondo conosce con il nome di Area 51. L’immagine mostrava un velivolo dalla forma anomala, apparentemente privo di coda, con grossi canard frontali e ali tutt’altro che convenzionali. La qualità del video non permette di capire con certezza di cosa si tratti, ma è bastata a far scattare i confronti. E la silhouette ha spinto diversi esperti a tirare fuori dal cassetto un’idea che pareva dimenticata, quel concetto sperimentale di caccia stealth soprannominato in modo informale “Christmas Tree Fighter”.
Area 51: il ritorno di un aereo da combattimento considerato impossibile
Quel progetto del 1983 porta la firma di Darold Cummings, uno degli ingegneri che in seguito avrebbe lavorato allo sviluppo dello YF-23. In quegli anni la Northrop cercava soluzioni radicali per costruire un aereo da combattimento con una traccia radar ridottissima. Cummings propose il DP-21, un velivolo dalla geometria così estrema che in molti lo bollarono come impossibile da pilotare.
L’idea era arrivare a una caratteristica molto ambita nel design furtivo, una struttura con appena quattro grandi riflessi radar principali, qualcosa di simile a quanto poi ottenuto dal bombardiere B-2. Il guaio è che la tecnologia di controllo di volo degli anni Ottanta non riusciva a gestire in sicurezza un mezzo così instabile. Per questo il progetto finì archiviato come curiosità tecnica più che come piano concreto.
Il velivolo avvistato vicino all’Area 51 mostra alcuni tratti che ricordano vagamente quel DP-21. Spicca soprattutto la sezione frontale, che in certe immagini sembra disegnare una specie di doppia punta di freccia. Coincidono anche l’assenza di superfici di coda tradizionali, la presenza di grossi canard e una distribuzione generale di ali e fusoliera lontana dagli schemi soliti. Nessuno sostiene che si tratti di un’evoluzione diretta del lavoro di Cummings, ma il paragone viene spontaneo.
Gli indizi puntano verso l’F-47
La teoria più accreditata è che il velivolo possa essere legato ai dimostratori tecnologici del programma NGAD, da cui nascerà il futuro F-47 statunitense. Le forme generali coincidono con vari elementi visibili nei pochi disegni ufficiali pubblicati finora, grandi canard, ali molto arretrate, niente stabilizzatori verticali e una configurazione pensata per la furtività.
C’è di più. Alcuni ricercatori hanno fatto notare che la sagoma sembra essere stata nascosta per anni in piena vista. Una toppa ufficiale dell’ufficio responsabile dell’F-47 conteneva una figura stilizzata che, guardata con attenzione, mostra somiglianze sorprendenti con l’apparecchio catturato nell’immagine termica. Non sarebbe la prima volta che un programma ultrasegreto lascia indizi visivi in apparenza innocenti su distintivi ed emblemi interni.
Il possibile velivolo sembra raccogliere anche influenze di altri progetti sperimentali sviluppati da Boeing e dai suoi predecessori. Tra questi spiccano l’X-36, un dimostratore senza coda pensato per esplorare nuove forme di manovrabilità, e il Bird of Prey, uno dei progetti più riservati degli anni Novanta. Entrambi puntavano su configurazioni estremamente fuori dagli schemi e su una traccia radar ridotta al minimo. Quelle tecnologie non sono mai sparite davvero, hanno continuato a evolversi dentro programmi classificati.
La verità è che nessuno, fuori dai circoli più ristretti del Pentagono, sa esattamente cosa mostri quella registrazione. Potrebbe essere un dimostratore dell’F-47, un prototipo legato al futuro caccia navale F/A-XX, un progetto della Northrop Grumman o persino una piattaforma sperimentale del tutto diversa. L’unica cosa evidente è che l’immagine ha riportato in primo piano un’idea nata nel 1983 che molti consideravano ormai una nota a piè di pagina nella storia dell’aviazione, e che oggi, quarant’anni dopo, sembra aver trovato finalmente la tecnologia necessaria per diventare realtà.