Per mesi Apple è rimasta l’ultima a tenere i prezzi fermi, mentre il resto del settore dell’elettronica di consumo veniva travolto da un’ondata di rincari legati al costo delle memorie. Adesso però anche l’azienda di Cupertino sembra essersi arresa. Tim Cook ha parlato chiaro al Wall Street Journal, descrivendo una situazione ormai diventata, parole sue, “insostenibile”. E gli aumenti di prezzo, a quanto pare, sono dietro l’angolo.
La cosa interessante è che Apple aveva provato a resistere più a lungo degli altri. Per qualche trimestre ha nuotato controcorrente, assorbendo i costi invece di scaricarli sui clienti finali. Una scelta che, evidentemente, non poteva durare in eterno. Il prezzo della memoria è schizzato verso l’alto in modo talmente marcato da rendere impraticabile qualsiasi tentativo di tenere botta ancora a lungo.
Apple: cosa aveva già anticipato Cook sui costi
Il segnale, a dire il vero, era arrivato prima. Lo stesso Tim Cook aveva messo le mani avanti parlando del trimestre chiuso a giugno, dove si aspettava un aumento “sostanziale” dei costi legati proprio alle memorie. Una specie di avvertimento che adesso trova conferma piena. L’azienda, dopo aver provato a fare da argine, sembra ora pronta a seguire la corrente come hanno già fatto praticamente tutti gli altri produttori del comparto.
Quello che colpisce è il tono usato. Definire la situazione “insostenibile” non è una frase buttata lì a caso, soprattutto se a pronunciarla è il numero uno di una delle aziende più grandi e solide del pianeta. Significa che la pressione sui costi è arrivata a un livello tale da non poter più essere ignorata, nemmeno da chi ha margini di manovra enormi come Apple.
Rincari “inevitabili” all’orizzonte
Il messaggio recapitato dal manager è abbastanza diretto. Gli aumenti vengono descritti come “inevitabili”, e questo lascia poco spazio all’interpretazione. Dopo aver tenuto duro più a lungo di chiunque altro, Cupertino si prepara ad adeguare i propri listini. La fase in cui Apple rappresentava l’ultimo baluardo di stabilità sui prezzi, mentre buona parte dell’elettronica di consumo veniva spazzata via dai rincari sulle memorie, sembra ormai chiusa.
Resta il dato di fondo, ed è quello che pesa di più. La capitolazione di un colosso come Apple dice molto sullo stato attuale del mercato dei componenti. Quando persino chi ha le spalle più larghe alza bandiera bianca davanti ai costi delle memorie, vuol dire che la spinta verso l’alto dei prezzi non è un fenomeno passeggero, ma qualcosa con cui l’intero settore dovrà fare i conti. E i clienti, presto o tardi, se ne accorgeranno guardando il cartellino.