In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Apple ha deciso di affrontare di petto il problema delle truffe sui resi negli Apple Store, introducendo un nuovo sistema capace di controllare gli iPhone senza dover aprire le confezioni. Detta così sembra una piccola modifica alle procedure interne dei negozi, ma in realtà tocca un punto molto delicato per qualsiasi grande catena di vendita: la gestione dei prodotti che tornano indietro dopo l’acquisto e la possibilità che qualcuno provi ad approfittarne.
Il tema dei resi è da sempre un terreno scivoloso. Da una parte c’è il diritto dei clienti di restituire un prodotto che non soddisfa le aspettative, una garanzia che rende l’acquisto più sereno e che molte persone considerano ormai scontata. Dall’altra c’è il rischio che qualcuno sfrutti questa possibilità in modo scorretto, trasformando una tutela pensata per chi compra in onestà in un’occasione per raggirare il negozio. Ed è proprio su questo secondo aspetto che la casa di Cupertino ha scelto di intervenire con decisione.
Un controllo sugli iPhone a scatola chiusa
La vera particolarità della novità sta tutta nel metodo. Il sistema di verifica introdotto negli store permette di controllare gli smartphone restituiti senza rompere i sigilli della confezione. Fino a oggi capire se dentro una scatola ci fosse davvero il dispositivo atteso richiedeva in molti casi di aprirla, con tutte le conseguenze del caso sul prodotto e sui tempi della pratica. Con il nuovo approccio, invece, il controllo avviene mantenendo la scatola intatta.
Per chi lavora in negozio la differenza non è da poco. Poter esaminare un iPhone lasciando l’imballo chiuso significa evitare di manomettere confezioni che potrebbero essere perfettamente regolari e allo stesso tempo avere uno strumento in più per individuare eventuali irregolarità. In pratica il personale può verificare il contenuto senza dover scegliere tra fidarsi alla cieca e aprire ogni scatola che passa dal bancone.
Sui dettagli tecnici del funzionamento non sono emerse indicazioni precise, e per questo conviene restare sul dato concreto: l’obiettivo dichiarato è contrastare le frodi sui resi partendo da un controllo più accurato degli smartphone che rientrano nei punti vendita.
Perché Apple punta sulle confezioni sigillate
La scelta di concentrarsi sulle confezioni sigillate non è casuale. Una scatola integra ha un valore preciso, sia per l’azienda sia per chi acquista, perché rappresenta la garanzia che il prodotto non sia mai stato toccato. Riuscire a verificarne il contenuto senza aprirla consente di proteggere questo valore e, al tempo stesso, di rendere più difficile la vita a chi tenta di restituire qualcosa di diverso da ciò che ha comprato.
Per Apple si tratta di un passo che riguarda direttamente il rapporto con i clienti e la gestione quotidiana degli Apple Store. Un controllo più rapido e meno invasivo tutela chi effettua un reso in buona fede, che non vede la propria pratica rallentata da verifiche lunghe, e mette un argine a chi invece cerca di sfruttare le maglie del sistema. Il nuovo strumento entra così a far parte delle procedure dei negozi della mela, con il compito di controllare gli iPhone restituiti lasciando le scatole chiuse.
Fonte: TecnoAndroid


