La strategia di Apple sull’intelligenza artificiale sta prendendo una piega molto più aggressiva di quanto ci si potesse aspettare. Il colosso di Cupertino non si limita più a integrare funzionalità IA nei propri prodotti destinati al pubblico: ora vuole che anche i suoi dipendenti la usino. E chi non lo fa, rischia conseguenze concrete. Stando a recenti indiscrezioni, Apple avrebbe iniziato a monitorare con attenzione il modo in cui i team interni utilizzano gli strumenti di intelligenza artificiale messi a loro disposizione, arrivando a penalizzare le divisioni che ne fanno un uso ritenuto insufficiente.
Entrando nel dettaglio, alcune divisioni interne avrebbero ottenuto accesso a Claude, il modello di Anthropic, con un budget giornaliero che può arrivare fino a circa 280 euro in token. Si tratta di una cifra notevole, soprattutto se si considera che Anthropic stima un costo medio mensile compreso tra 90 e 185 euro per singolo sviluppatore. Il messaggio è piuttosto chiaro: Apple vuole che i propri team facciano un uso massiccio dell’IA per spingere la produttività interna ai massimi livelli.
L’intelligenza artificiale influenza anche le decisioni organizzative
La questione però non si ferma agli strumenti di lavoro quotidiani. L’adozione dell’intelligenza artificiale sembra avere un peso diretto anche sulle scelte organizzative dell’azienda. Le richieste di nuove assunzioni o di sostituzione del personale verrebbero valutate, tra le altre cose, in base a quanto un team sfrutta effettivamente il budget IA a disposizione. Chi non lo utilizza a pieno rischierebbe di vedersi respingere queste richieste. Un segnale che indica una trasformazione culturale profonda, orientata all’efficienza tecnologica come parametro di valutazione delle risorse.
Parallelamente a questa spinta interna, Apple sta lavorando a una revisione radicale di Siri. La nuova versione dell’assistente virtuale sarà molto più evoluta e profondamente integrata nel sistema operativo. Tra le capacità previste ci sono la generazione di contenuti, l’analisi dei dati, l’assistenza alla programmazione e la gestione di attività complesse direttamente all’interno delle app.
Il futuro di Siri tra Gemini, nuove app e integrazione con servizi esterni
Secondo le ultime informazioni trapelate, Siri si appoggerà a infrastrutture cloud basate su tecnologie di Google, pur mantenendo gli standard di privacy che da sempre caratterizzano Apple. Il sistema dovrebbe sfruttare una versione evoluta del modello Gemini, pensata per competere con le soluzioni IA più avanzate attualmente sul mercato.
Tra le novità più interessanti, con iOS 27 dovrebbe arrivare un’app dedicata che fungerà da archivio delle conversazioni e centro di controllo per l’assistente. Una funzione chiamata “Extensions” permetterà poi a Siri di integrarsi con servizi esterni come ChatGPT e Claude, ampliandone in modo significativo le capacità operative.