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Apple ha avvisato gli investitori che i margini di profitto del trimestre natalizio saranno messi sotto pressione da due fattori ben precisi, cioè l’aumento dei costi delle memorie e le spese legate a Siri AI. Il messaggio è arrivato durante la consueta conference call con gli analisti, organizzata subito dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del 2 novembre 2026, e ha chiarito che la fase complicata per la redditività dell’azienda di Cupertino non è affatto finita.
Apple: ricavi da record ma margini in discesa
Da diversi trimestri la società ripeteva che il rincaro dei componenti avrebbe finito per erodere i guadagni. Nel trimestre precedente il margine lordo si era attestato al 50,1%, in crescita rispetto al 49,3% di quello ancora prima. Quel risultato però conteneva un vantaggio di circa due punti percentuali dovuto ai rimborsi sui dazi.
Adesso la musica è cambiata. Nel quarto trimestre fiscale del 2026 il margine lordo complessivo di Apple è sceso al 47,9%, mentre quello relativo ai soli prodotti è calato al 37,2% dal 40,1% del periodo precedente. Si parla quindi di una flessione di 2,2 punti percentuali a livello di gruppo e di 2,9 punti sul fronte dei dispositivi.
Il tutto è avvenuto in un trimestre che ha comunque segnato ricavi record per il periodo di settembre, pari a circa 99 miliardi di euro. Il direttore finanziario Kevan Parekh ha spiegato che i rimborsi sui dazi hanno dato di nuovo un po’ di respiro, senza però riuscire a compensare l’impatto del prezzo delle memorie. Secondo Parekh i servizi hanno corso parecchio, con risultati mai visti prima nel video, nei servizi cloud, nei pagamenti e nella pubblicità, oltre a un record per un trimestre di settembre nella musica. I rimborsi sui dazi hanno avuto un effetto positivo di circa 1 punto percentuale. Togliendoli sia dal trimestre di giugno sia da quello di settembre, sia il margine complessivo sia quello dei prodotti sarebbero scesi di circa un punto in sequenza, soprattutto a causa delle memorie più care.
Le previsioni per le feste e il doppio peso di Siri AI
La pressione sui conti non sembra destinata ad allentarsi a breve. Per il primo trimestre fiscale del 2027, quello che comprende le festività, l’azienda stima un margine lordo compreso tra il 45% e il 46%. Parekh ha attribuito il calo atteso principalmente ai costi delle memorie, a cui si somma l’effetto del lancio ancora in corso di Siri AI.
Su richiesta degli analisti il CFO ha precisato che il nuovo assistente inciderà sui margini in due modi distinti. Da una parte far funzionare il servizio farà salire le spese per il cloud. Dall’altra Apple dovrà distribuire nel tempo il riconoscimento di una parte dei ricavi generati dai dispositivi che includono Siri AI, spalmandola lungo tutta la loro vita utile invece di contabilizzarla interamente al momento della vendita. Una pratica che l’azienda segue già per altri servizi inclusi nei suoi prodotti come Mappe, Siri e iCloud. In linea con quanto fatto da sempre per questi servizi, ha spiegato Parekh, per i dispositivi venduti con queste funzioni integrate una quota dei ricavi viene differita e riconosciuta nel corso della vita del prodotto.
Ternus parla di una situazione senza precedenti
Anche l’amministratore delegato John Ternus ha toccato l’argomento, definendo l’attuale andamento dei prezzi delle memorie come qualcosa di mai visto prima. Apple prevede che il costo di acquisto di questi componenti continuerà a crescere anche oltre il trimestre di dicembre.
Per contenere l’impatto, Ternus ha citato i recenti aumenti di prezzo applicati alle gamme Mac, iPad e iPhone, insieme alle scorte già in magazzino acquistate a costi più bassi e ai risparmi ottenuti su alcuni componenti diversi dalle memorie. Il CEO ha però avvertito che il beneficio legato a quell’inventario più economico è destinato a ridursi con il passare del tempo. Apple non ha detto se prevede di ritoccare ancora una volta i listini dei suoi prodotti per compensare la spesa.
Fonte: TecnoAndroid


