La giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha dato il via libera alla richiesta congiunta di Apple ed Epic Games di rinviare alcune scadenze cruciali nella disputa che da anni li vede contrapposti sull’App Store. Una pausa breve, per ora, ma che potrebbe allungarsi parecchio a seconda di come si muoveranno le prossime pedine giudiziarie. E il motivo è tutto legato a quanto deciso nei giorni scorsi.
Cosa ha deciso la giudice sulle nuove scadenze
La scorsa settimana la Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esaminare l’appello di Apple sulla questione se l’azienda possa essere ritenuta colpevole di oltraggio per aver violato lo “spirito” di un’ingiunzione. Un’ingiunzione che, tra l’altro, non vietava esplicitamente di applicare commissioni sugli acquisti effettuati tramite link esterni. Un dettaglio che pesa, perché è proprio lì che si concentra buona parte dello scontro.
Il tutto rientra nella lunga battaglia legale tra Apple ed Epic Games, che sarebbe dovuta proseguire anche nel tribunale di grado inferiore. Lì la giudice Gonzalez Rogers avrebbe dovuto valutare quale commissione, ammesso che ne spetti una, Apple possa applicare sugli acquisti che passano dai link esterni. Quando però la Corte Suprema ha deciso di prendere in carico l’appello, l’azienda di Cupertino ha lasciato intendere che avrebbe chiesto al tribunale inferiore di sospendere i lavori fino a sentenza.
Le tempistiche e i due scenari possibili
Da qui la richiesta congiunta delle due parti per rimandare le scadenze già fissate sul procedimento relativo alle commissioni dei link esterni. Al loro posto, sono state proposte nuove date legate alla mozione con cui Apple chiede di congelare tutto in attesa della Corte Suprema. La giudice ha approvato sia la richiesta sia il nuovo calendario. In base a quest’ultimo, Apple ha tempo fino a oggi, 6 luglio, per presentare la mozione di sospensione. Epic dovrà rispondere entro il 10 luglio e Apple avrà poi tempo fino al 13 luglio per replicare.
Se la richiesta di sospensione venisse respinta, l’azienda dovrebbe presentare la sua proposta sulle commissioni per i link esterni entro 24 ore dalla decisione della giudice. Nel caso opposto, cioè se la mozione venisse accolta, il procedimento nel tribunale inferiore resterebbe fermo per tutto il tempo necessario alla Corte Suprema a valutare l’appello sulla questione dell’oltraggio.
C’è un punto interessante in tutta questa vicenda. La decisione della Corte Suprema non stabilirà quale commissione Apple potrà alla fine applicare. Eppure l’azienda sostiene che il marchio di una condanna per oltraggio potrebbe danneggiarla nelle fasi successive del caso, comprese proprio quelle che dovranno definire l’entità delle commissioni. Insomma, il timore è che una macchia del genere possa pesare sul resto della partita, ben oltre il singolo capitolo giudiziario.