AMD ha deciso di mettersi di traverso al successo del nuovo MacBook Neo, e lo ha fatto puntando il dito proprio dove Apple ha sempre faticato di più, ovvero il gaming. L’azienda di Sunnyvale ha tirato fuori una campagna pubblicitaria che mette a confronto un notebook Windows con processore Ryzen e il portatile economico di Cupertino, cercando di spostare l’attenzione su un terreno scivoloso per i computer della Mela.
Al centro di questo confronto c’è l’HP OmniBook X Flip, equipaggiato con il processore Ryzen 5 220, messo faccia a faccia con il chip ARM per smartphone A18 Pro che troviamo dentro il MacBook Neo. AMD insiste su un punto preciso, ovvero che la propria piattaforma offre accesso diretto alle principali librerie di giochi per PC, da Steam a Epic Games Store fino a PC Game Pass, senza dover ricorrere a trucchi software o soluzioni alternative.
I numeri che AMD mette sul piatto
Scendendo nel dettaglio, l’azienda fa notare che soltanto cinque dei venti titoli PC più popolari girano in maniera nativa sul MacBook Neo. Il laptop con processore Ryzen, ovviamente, porta a casa un punteggio pieno, 20 su 20. Non è l’unico vantaggio messo in evidenza. AMD parla anche di una capacità di archiviazione doppia rispetto al modello base di Apple, un design convertibile con touchscreen e una dotazione di porte decisamente più ricca.
Poi ci sono i dati sulle prestazioni più generali. Stando a quanto sostiene la società, il sistema con chip AMD garantirebbe un multitasking superiore del 57%, velocità maggiori del 38% nelle attività di creazione dei contenuti e una connettività Wi-Fi che arriva a essere due volte più rapida. Il tutto, a sentire l’azienda, a un prezzo quasi identico, almeno negli Stati Uniti. In Italia, va detto, una variante con questo chip al momento non si trova.
Come già successo con la campagna di Microsoft, la sensazione è che anche ad AMD scappi via il vero senso di un prodotto come il MacBook Neo. Viene quasi da pensare a Ballmer che anni fa prendeva in giro il primo iPhone perché non aveva la tastiera fisica e secondo lui era scomodo per scrivere le email. La storia, in un certo senso, sembra ripetersi.


