Centinaia di satelliti Amazon sono fermi a terra, in Florida, pronti a partire ma costretti ad aspettare un razzo che li porti in orbita. Lo ha confermato martedì un dirigente dell’azienda, raccontando una situazione che sa di paradosso, la produzione corre, i lanci no. La costellazione Amazon Leo, pensata per portare Internet nelle zone più isolate del pianeta, fatica a decollare nel senso più letterale del termine.
“Sono già costruiti e stazionano in un impianto di processamento dei carichi, in attesa dei viaggi verso l’orbita”, ha spiegato Steve Metayer, vicepresidente delle operazioni di produzione di Amazon Leo. E ha aggiunto un dettaglio che fa capire la portata del problema, in questo momento l’azienda sta fabbricando diversi satelliti al giorno. Il ritmo industriale c’è tutto, manca chi li spedisca lassù.
Amazon Leo: Arianespace fa la sua parte
La società francese Arianespace si è rivelata un alleato decisivo per Amazon. Fino a oggi la maggior parte dei 331 satelliti già in orbita è salita a bordo dei razzi Atlas V, gestiti da United Launch Alliance. Ma quel veicolo è ormai vicino al pensionamento, e di missioni con quel vettore ne resta soltanto una in calendario.
Quattro anni fa Amazon aveva scommesso forte su tre nuovi razzi di grandi dimensioni per mettere in orbita il grosso della sua costellazione. Diciotto lanci con Ariane 6, dodici con il New Glenn di Blue Origin (con un’opzione per altri quindici) e trentotto con il Vulcan di United Launch Alliance. Sulla carta, una flotta imponente. Nella realtà, finora solo Arianespace ha mantenuto le promesse, con due lanci completati quest’anno e un terzo previsto mercoledì, quando un razzo Ariane 64 dovrebbe portare in orbita tre dozzine di satelliti Leo dalla base nella Guyana francese. Il decollo è fissato attorno alle 13:53 ora italiana.
“Quanto ad Arianespace, si sono decisamente fatti trovare pronti”, ha detto Metayer. “Sono molto affidabili sulle date di lancio e molto affidabili e sicuri negli inserimenti in orbita.” Né New Glenn né Vulcan, invece, hanno ancora portato lassù un solo satellite Amazon.
Una tabella di marcia che arranca
L’idea iniziale era arrivare a un ritmo di lanci sostenuto già intorno alla metà del decennio. La fabbrica ha risposto, ma il vero collo di bottiglia resta nello spazio. Oggi è stato messo in orbita appena il 10 per cento dei 3.236 satelliti previsti per l’intera costellazione.
A complicare il quadro è arrivato un brutto incidente. A fine maggio il New Glenn è esploso durante un test di accensione sulla rampa di lancio in Florida, distruggendo il razzo e danneggiando in modo serio l’unica piattaforma a disposizione del booster. Jeff Bezos ha promesso che New Glenn tornerà a volare entro l’anno, ma diversi osservatori del settore stimano tempi ben più lunghi, dai dodici ai diciotto mesi per rimettere in sesto il Launch Complex 36A.
C’è poi una conseguenza meno visibile. Blue Origin non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, però più fonti puntano il dito contro un problema al motore BE-4, quello che spinge il primo stadio del New Glenn. Lo stesso motore equipaggia anche il primo stadio del Vulcan, e questo rischia di rallentare pure il ritorno in volo di quel vettore.
Nonostante tutto, Metayer ha lasciato intendere che il primo lancio di un Vulcan con satelliti Amazon Leo potrebbe ancora avvenire entro la fine del terzo trimestre di quest’anno.
E l’incidente del New Glenn?
Interrogato sull’impatto dell’esplosione sui piani di Amazon, Metayer ha minimizzato, ricordando che il New Glenn rappresenta meno di un quarto di tutti i lanci prenotati dall’azienda. Vero, anche se quel razzo è pensato per trasportare almeno 50 satelliti Leo per volo, contro i 36 dell’Ariane.
“Abbiamo parecchi altri lanci assicurati su più veicoli, e continuiamo a cercare occasioni per aumentarne il numero”, ha detto. “Vogliamo assolutamente vedere New Glenn entrare in servizio e non vediamo l’ora di volare con loro, ma non sono l’unico fornitore. Abbiamo un portafoglio di lanci molto diversificato, e l’abbiamo scelto apposta.”
Sul fronte commerciale, infine, il dirigente ha confermato che Amazon resta nei tempi per avviare il servizio con la costellazione Leo entro la fine di quest’anno.