Chi corre in montagna e usa Amazfit Cheetah 2 Ultra ha ora qualche motivo in più per essere soddisfatto, perché l’ultimo aggiornamento software porta con sé una serie di novità pensate proprio per il trail running. Non parliamo di piccoli ritocchi cosmetici ma di funzioni concrete, che vanno a toccare la navigazione, la gestione delle mappe e in generale le prestazioni dell’orologio. Il produttore, specializzato nella tecnologia sportiva da indossare al polso, mette insomma sul piatto strumenti più raffinati per chi affronta i sentieri con la voglia di sapere sempre cosa lo aspetta.
Amazfit Cheetah 2 Ultra e i dati sul percorso in tempo reale
La parte più interessante riguarda la navigazione. Adesso, durante l’attività, il runner può vedere informazioni che prima non c’erano o comparivano in modo meno completo. Parliamo della distanza che manca, del dislivello positivo e negativo fino al waypoint successivo e dello sforzo stimato per arrivare in fondo. Dettagli che sembrano tecnici, certo, ma che nella pratica cambiano parecchio le cose. Con questi dati sotto gli occhi diventa più facile dosare il ritmo di gara e capire quando spingere e quando invece tenersi qualcosa in serbo per il tratto successivo.
C’è poi il capitolo GPS, sempre spinoso quando si parla di montagna. Boschi fitti, vallate strette, meteo che cambia da un momento all’altro sono tutte situazioni che mettono in crisi il segnale satellitare e rendono meno affidabili valori come la distanza o il passo. Su questo fronte Amazfit dichiara di aver lavorato, migliorando il rilevamento anche negli scenari più ostici. Il risultato dovrebbe essere un tracciamento più stabile, utile sia durante l’allenamento sia dopo, quando ci si mette a guardare i numeri con calma.
Un’altra aggiunta che farà piacere a chi consulta spesso la cartografia è la modalità interattiva delle mappe. Attivandola, il display si sblocca da solo e diventa possibile ingrandire, spostare ed esplorare la mappa senza troppi passaggi. Comoda nelle discese tecniche o quando serve dare un’occhiata veloce al percorso senza doversi fermare a controllare.
Interfaccia più curata e piccoli affinamenti
Oltre alla navigazione, il lavoro ha toccato anche l’esperienza d’uso quotidiana di Cheetah 2 Ultra. Tra le novità c’è un nuovo indicatore grafico per le schede di accesso rapido, una gestione della luminosità più intelligente nella funzione “solleva per riattivare” quando è attivo l’Always-On Display, e uno scorrimento più fluido dell’elenco delle app scaricate. Su quest’ultimo punto vale la pena ricordare che tramite l’app Zepp se ne possono scegliere oltre 400.
Non è un caso che questo orologio finisca al polso di alcuni protagonisti dell’ultra trail mondiale. Tra i nomi spiccano Ruth Croft, che ha vinto l’ultima edizione dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc sulla distanza di 174 chilometri, e Rod Farvard, reduce dal successo in un’ultramaratona corsa in Andorra su un tracciato di 105 chilometri con oltre 6.800 metri di dislivello complessivo.