La nuova Alpine A110 elettrica ha scelto il Festival di Goodwood per alzare la temperatura e mostrarsi al pubblico. Si tratta del prototipo A110 Future, un concentrato di tecnologia racchiuso in una carrozzeria che resta familiare, quasi rassicurante per chi conosce bene questa sportiva. La domanda che aleggia è semplice, la propulsione elettrica riuscirà a convincere là dove l’A390 aveva lasciato più di un dubbio tra i puristi?
Il Festival della velocità di Goodwood ogni anno accoglie ospiti di riguardo, e questa edizione non fa eccezione. Tra le novità più attese spiccava proprio la terza generazione dell’Alpine A110, presentata sotto forma di prototipo. E la scelta stilistica sembra andare nella direzione giusta, niente stravaganze, niente rivoluzioni azzardate.
Un design pensato per non spaventare i fedelissimi
La A110 Future punta a riconquistare gli appassionati con una linea che parla il linguaggio della Berlinette di sempre. Proporzioni compatte, misurate, calcolate al millimetro. Il prototipo è vicino al modello definitivo, e questo lascia intuire un frontale che evolverà con delicatezza, ottiche più affilate e luci diurne a forma di croce.
Il profilo appare praticamente identico, anche se la vettura sembra leggermente allungata per fare spazio a un apparato tecnico inedito. La futura A110 poggerà infatti su una piattaforma tutta nuova, la Alpine High Performance Platform. Più moderna rispetto a quella dell’A390, questa base tecnica offre un vantaggio interessante, permette di tornare al motore termico qualora fosse necessario. Un modo per contenere i rischi in caso di vendite deludenti.
Sotto i 1.500 kg, la vera impresa tecnica
Molti temevano un aumento di peso importante con il passaggio all’elettrico. Alpine cerca di tranquillizzare tutti con un telaio e sospensioni in alluminio, soluzioni che dovrebbero mantenere la massa sotto i 1.500 kg. Sono comunque 400 kg in più rispetto all’A110 attuale, questo è vero, ma guardando la scheda tecnica diventa quasi un miracolo. La sportiva di Dieppe monterà tre motori elettrici e due batterie.
La doppia batteria può sembrare una stranezza, invece serve a conservare una buona distribuzione dei pesi, fissata sul 40/60, che secondo Alpine rappresenta uno standard eccellente. L’inverter in carburo di silicio trasmette la corrente in modo più efficiente riducendo le dispersioni, garantendo così una bella reattività alla vettura, che dovrà comunque conquistare chi ancora storce il naso.
Tecnologia di bordo e il salto verso la modernità
Il sistema Alpine Active Torque Vectoring, ereditato dall’A390, assicura un’agilità ottimale con una coppia che si adatta ogni 10 millisecondi. La potenza resta ancora un mistero, così come l’abitacolo, che dovrebbe cambiare parecchio per tornare competitivo. Addio allo schermo preso in prestito dalla Clio 4, la nuova A110 avrà un’interfaccia moderna basata su Android Automotive.
Le batterie resteranno di dimensioni ragionevoli, scelta necessaria per contenere il peso il più possibile. L’autonomia quindi non punterà a battere record, e se si arrivasse a toccare i 500 km sarebbe già un buon risultato. È attesa anche un’architettura a 800 V per accorciare i tempi di ricarica. La nuova Alpine A110 elettrica potrebbe debuttare al Salone dell’automobile a ottobre, con una commercializzazione prevista per l’anno prossimo.