Tra le tante auto che hanno scritto la storia sportiva del Biscione, l’Alfa Romeo 155 V6 TI resta una delle più amate. Quella vettura, nel DTM del 1993, fece qualcosa che pochi avrebbero scommesso: andò a battere le tedesche in casa loro, con Nicola Larini a tenere il volante e a portarla davanti a tutte. Oggi quella macchina riposa al museo di Arese, ma il suo spirito non si è spento. Anzi, qualcuno ha deciso di farlo rivivere in una forma decisamente particolare.
Il nome della nuova creatura è 55-SGT, e a firmarla è SGT-Automobili, realtà italiana che ha messo insieme pezzi importanti del presente Alfa Romeo per costruire un omaggio al passato. Sotto la carrozzeria c’è il pianale Giorgio, lo stesso che troviamo su Giulia e Stelvio, abbinato al V6 delle versioni Quadrifoglio. Le linee, invece, riprendono in pieno quelle della 155 V6 TI. La presentazione dal vivo è arrivata in occasione del MiMo 2026.
Muscoli che la berlina originale non si sognava
Viene da chiedersi come sarebbe stata la 155 V6 TI dopo qualche mese di palestra. La risposta è davanti agli occhi. La 55-SGT ha una fisicità che la berlina degli anni Novanta nemmeno immaginava: passaruota allargati in modo esagerato, assetto schiacciato a terra, appendici aerodinamiche sparse un po’ ovunque e un alettone posteriore di tutto rispetto. Il materiale, neanche a dirlo, è fibra di carbonio. Resta la curiosità sul peso, e capire quanto si avvicini ai 1.100 kg della vettura originale è una domanda legittima.
Se l’estetica è comunque un richiamo fedele all’originale, la parte meccanica guarda dritta al presente di Alfa Romeo. La piattaforma Giorgio è la protagonista, ma con una scelta interessante: la base non arriva dalla Giulia Quadrifoglio, bensì dalla Stelvio Quadrifoglio. Per questo la trazione è integrale, esattamente come sulla V6 TI da corsa, ed è abbinata al cambio automatico ZF a 8 rapporti.
Un V6 portato a livelli estremi
Il cuore della 55-SGT è il V6 da 2,9 litri, ma qui non si parla dei numeri di serie. La potenza è stata spinta fino a 750 CV, vale a dire 230 in più rispetto a quanto offrono di base le Giulia e le Stelvio Quadrifoglio. Numeri che lasciano immaginare prestazioni davvero fuori dal comune, in linea con l’ispirazione racing del progetto.
Sul fronte prezzi siamo dalle parti dei 500.000 euro per ciascuna unità. La produzione partirà con 10 esemplari battezzati Opening Edition, ai quali se ne aggiungeranno poi altri 55. In totale, quindi, 65 vetture che andranno a riportare in strada lo spirito di una delle Alfa più gloriose di sempre.