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Quasi un automobilista italiano su tre ammette di essersi messo alla guida dopo aver bevuto, e il quadro non migliora quando lo sguardo si allarga a smartphone, stanchezza e sostanze stupefacenti. Lo racconta la nuova ricerca realizzata da YouGov per Locauto Group nel luglio 2026 su un campione rappresentativo di 1.037 adulti. Ne esce una fotografia piuttosto preoccupante delle abitudini al volante nel nostro Paese, fatta di comportamenti che sono tutt’altro che isolati.
Alcol e droghe al volante, numeri che non scendono
Il dato che salta subito all’occhio riguarda l’alcol. Il 31% degli intervistati dichiara di aver guidato dopo aver consumato alcolici, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto alle rilevazioni precedenti. Da solo non dice se sia stato superato il limite legale di alcolemia, questo va precisato. Racconta però una sottovalutazione dei rischi abbastanza diffusa, considerando che l’alcol può rallentare i tempi di reazione e compromettere la capacità di valutare in modo corretto una situazione di pericolo.
Il capitolo più delicato è quello delle sostanze stupefacenti. Il 16% degli italiani ammette di essersi messo al volante dopo averne fatto uso, un valore in crescita rispetto al 14% rilevato nel 2025. A queste abitudini si somma una conoscenza delle norme spesso approssimativa. Il 59% del campione ignora che la patente può essere sospesa in caso di positività al test antidroga anche senza segni di alterazione, mentre il 77% non sa nulla dell’obbligo di installare l’Alcolock nei casi previsti dalla normativa.
Smartphone, sonno e cinture tra luci e ombre
Alcol e droghe non sono gli unici nemici della sicurezza stradale. Le distrazioni restano un problema serio, visto che il 46% degli automobilisti racconta di aver usato almeno una volta il cellulare mentre guidava. Tra i più giovani, nella fascia tra 18 e 34 anni, si arriva al 48%. Qui qualche passo avanti c’è stato, perché nel 2024 la quota toccava il 52%, ma il livello rimane comunque alto.
Poi c’è la stanchezza, spesso presa sottogamba. Il 52% degli intervistati ammette di aver guidato almeno una volta assonnato o affaticato. Notizie più incoraggianti arrivano invece dalle cinture di sicurezza, perché chi dice di non allacciarle abitualmente è sceso al 10%, contro il 15% dell’anno scorso. Sulle regole le lacune restano parecchie. Il 71% degli italiani sente il bisogno di ripassare il Codice della Strada e il 26% confessa di non conoscere le disposizioni introdotte più di recente.
Locauto on Tour riparte dalle scuole
È proprio per intervenire su queste criticità che Locauto Group rilancia Locauto on Tour, il progetto dedicato alla diffusione della cultura della sicurezza stradale giunto ormai alla terza edizione. L’iniziativa nasce insieme a Skuola.net, A.I.V.I.S. e ProDrive Academy e porta una serie di incontri nelle scuole secondarie di secondo grado, con l’obiettivo di rendere gli studenti più consapevoli dei rischi legati ad alcol, droghe e distrazioni alla guida.
Il calendario prevede quattro tappe. Si comincia da Trento l’11 novembre 2026, poi Napoli il 3 dicembre, Catania a gennaio 2027 e infine Milano a febbraio. Agli incontri prenderanno parte esperti, rappresentanti delle istituzioni e forze dell’ordine, insieme all’Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada che porterà in aula testimonianze dirette sulle conseguenze degli incidenti. Il progetto, partito nel 2024, ha già coinvolto migliaia di ragazzi in nove città italiane. Il contesto aiuta a capire il peso di un’iniziativa del genere. Stando ai dati ISTAT relativi al 2025, in Italia si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno causato 2.868 vittime e 237.822 feriti.
Fonte: TecnoAndroid


