Quando AirPods Pro 3 sono arrivate sul mercato, la tentazione di restare con il modello precedente era forte. Le AirPods Pro 2 funzionavano ancora benissimo, e una delle novità più pubblicizzate delle nuove, la Live Translation, sarebbe arrivata anche sul vecchio modello tramite aggiornamento software. Eppure, dopo averle provate davvero, il quadro cambia parecchio. E il motivo principale non è quello che ci si aspetterebbe.
Tutto ruota attorno alla vestibilità. AirPods Pro 3 risultano molto più comode da indossare, quasi impercettibili nelle orecchie. È una di quelle differenze che non si notano finché non si fa il confronto diretto: con le Pro 2 il peso e la presenza si avvertivano, anche se in modo sottile. Con le nuove, grazie alla forma ridisegnata e ai gommini con inserti in schiuma, è possibile tenerle addosso per periodi molto più lunghi senza fastidio. Apple dichiara che si tratta delle AirPods con la vestibilità più sicura e confortevole di sempre, sulla base di 100.000 ore di ricerca sugli utenti e 300 milioni di dati raccolti sulla forma delle orecchie. Una dichiarazione ambiziosa, ma che nella pratica sembra reggere.
Modalità trasparenza migliorata e qualità audio invariata
C’è un aspetto di cui Apple non parla esplicitamente, ma che si nota subito nell’uso quotidiano: la modalità trasparenza di AirPods Pro 3 risulta più limpida e naturale rispetto a quella delle Pro 2. Probabilmente è una conseguenza diretta della migliore tenuta in ear garantita dai gommini in schiuma. E per chi non ha mai amato parlare con le cuffie addosso perché i suoni esterni arrivavano ovattati, questa è una differenza che conta davvero. Con le nuove, conversare diventa del tutto naturale.
Sul fronte della qualità audio, invece, non ci sono stravolgimenti. Chi apprezzava il suono delle AirPods Pro 2 troverà un’esperienza sostanzialmente alla pari. Nessun salto generazionale dal punto di vista sonoro, il che potrebbe deludere chi cercava un miglioramento netto, ma è una buona notizia per chi era già soddisfatto del livello raggiunto dal modello precedente.
Autonomia: più lunga negli auricolari, meno nella custodia
Poi c’è il capitolo batteria, dove le cose si fanno un po’ più sfumate. AirPods Pro 3 offrono fino a 10 ore di ascolto in modalità trasparenza, contro le 6 ore delle Pro 2. Un bel passo avanti. Però la custodia ha una capacità complessiva inferiore: 24 ore totali combinando auricolari e case, contro le 30 ore del modello precedente. Nella vita di tutti i giorni, questa differenza si sente. Quella notifica di iOS che ricorda di ricaricare le AirPods comparirà con più frequenza, e bisogna abituarsi a essere un po’ più attenti alla ricarica.
Detto questo, gli auricolari non si sono mai spenti improvvisamente durante l’utilizzo, quindi non è un problema drammatico, ma è qualcosa da tenere presente.
Un dettaglio curioso: la custodia delle AirPods Pro 3 è leggermente più grande rispetto a quella delle Pro 2, ma al tatto risulta più leggera. Non cambia granché nell’uso pratico, però è un particolare interessante.