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AirPods 5, due modelli scovati nel codice di macOS Tahoe 26.7

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Il codice della release candidate di macOS Tahoe 26.7 ha lasciato scoperti due identificativi che puntano dritti verso AirPods 5, e non si tratta di un dettaglio marginale. Dentro quel pacchetto software, oltre al breve filmato che mostra in azione gli AirPods dotati di fotocamera, spuntano infatti due sigle finora mai viste: B868M e B868E. Numeri che a prima vista dicono poco, ma che messi accanto a quelli degli auricolari attuali raccontano parecchio.

Gli AirPods 4, infatti, vengono identificati internamente da Apple come B768M e B768E. La progressione è talmente lineare da rendere difficile parlare di coincidenza. Due codici, due varianti, esattamente come accade oggi con la quarta generazione, che si presenta in versione base e in versione con cancellazione attiva del rumore. Lo schema, insomma, sembra destinato a ripetersi.

Due modelli, come già accade oggi

La lettura più immediata di questi identificativi è che Apple stia lavorando a due declinazioni degli AirPods 5: una standard e una con ANC, ovvero la cancellazione attiva del rumore. È la stessa impostazione adottata con la generazione precedente, quando l’azienda ha scelto di dividere l’offerta in due prodotti dal design identico ma con capacità differenti, lasciando agli AirPods Pro il ruolo di modello più completo.

Il fatto che le sigle compaiano dentro il codice di macOS non è insolito. Capita spesso che riferimenti a dispositivi non ancora annunciati finiscano nei file di sistema durante le fasi di test, soprattutto quando il lavoro di integrazione tra hardware e software procede in parallelo. Non è una conferma ufficiale, sia chiaro, ma è il tipo di traccia che raramente si rivela un falso allarme.

Va detto che al momento non ci sono indicazioni su tempistiche, prezzi o disponibilità. Il codice segnala l’esistenza di due prodotti in lavorazione, niente di più. Tutto il resto appartiene alla sfera delle ipotesi.

Il salto al chip H3 e cosa potrebbe cambiare

Sul fronte hardware, le indiscrezioni raccolte finora convergono su un aggiornamento piuttosto significativo. Gli AirPods 5 dovrebbero adottare il nuovo chip H3, chiamato a sostituire l’H2 che oggi troviamo negli AirPods 4, negli AirPods Pro 3 e che ha debuttato con gli AirPods Pro 2. Un componente che, nella logica Apple, funziona da vero e proprio motore dell’esperienza d’ascolto, perché gestisce elaborazione audio, connettività e algoritmi di riduzione del rumore.

I benefici attesi dal passaggio all’H3 riguarderebbero due aspetti in particolare: una qualità audio superiore rispetto all’attuale generazione e una latenza ridotta, elemento che pesa soprattutto quando si guardano video o si gioca, dove anche un piccolo ritardo tra immagine e suono si nota subito. Per ora però non sono emersi dettagli concreti su come questi miglioramenti si tradurranno nella pratica, né su eventuali funzioni inedite legate al nuovo processore.

Un ecosistema che si muove su più fronti

Il ritrovamento dei codici arriva in un momento in cui l’attenzione attorno agli auricolari Apple è già alta, complice il video che mostra il prototipo di AirPods con fotocamera integrata emerso dalla stessa release candidate di macOS Tahoe 26.7. Due filoni distinti, con orizzonti temporali probabilmente molto diversi, ma che raccontano quanto lavoro ci sia dietro le quinte su questa categoria di prodotti.

Per chi segue da vicino il mondo degli auricolari senza fili, il segnale più interessante resta quello del chip. Il passaggio da una generazione all’altra del processore audio ha storicamente coinciso con i cambiamenti più percepibili all’orecchio, molto più di quanto non abbiano fatto ritocchi al design o alla custodia di ricarica. Se l’H3 manterrà quello che le voci gli attribuiscono, la quinta generazione potrebbe rappresentare il salto più netto degli ultimi anni per la linea base.

I due identificativi B868M e B868E, per ora, restano lì dove sono stati trovati: righe di codice dentro un aggiornamento di sistema, in attesa che Apple decida di parlarne apertamente.

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