In questi giorni sono state create delle leggi chiamate AI Act per gestire le varie situazioni legate all’ utilizzo di dati sensibili senza il consenso degli utenti. Questa legge è entrata in vigore lo scorso 1° agosto e il divieto è stato applicato a partire dal 2 febbraio 2025 soprattutto per alcune categorie. Infatti quelle categorie denominate a rischio inaccettabile hanno il divieto assoluto di utilizzare sistemi AI che vanno contro i diritti fondamentali dei cittadini. Oltre a questa categoria troviamo anche quelli a rischio limitato e quelli ad alto rischio a cui è previsto un trattamento differente.
Il livello a rischio minimo sarebbero quei sistemi come filtro anti-spam per le email che non saranno soggetti a regolamentazioni. Quei sistemi classificati come a rischio limitato come i chatbot saranno sottoposti ad un monitoraggio leggero. Invece per quelli ad alto rischio sono previsti dei controlli più rigidi in modo da rispettare le normative in materia di privacy. Il sistema più pericoloso è quello denominato a rischio inaccettabile come le intelligenze artificiali che modificano il comportamento delle persone. Inoltro l’ AI Act prevede anche alcune particolari attenzioni riguardo a tecnologie che raccolgono dati biometrici senza il consenso degli utenti.
AI Act, nuove informazioni riguardanti questa legge
Ovviamente ci sono delle sanzioni per chi utilizza comunque questi sistemi pur essendo espressamente vietati. Però non tutti riceveranno le stesse modalità di controlli perché per esempio le forze dell’ ordine potranno ad utilizzare tali sistemi per questioni di sicurezza pubblica. Queste eccezioni però hanno suscitato delle forti critiche da parte di associazioni per i diritti umani poiché secondo questi ultimi l’ utilizzo dei sistemi biometrici potrebbe portare ad una sorveglianza indiscriminata. Inoltro il fatto che ci sia una mancanza di interpretazione da parte degli Stati membri questo potrebbe trasformarsi in una normalizzazione della sorveglianza biometrica. Secondo l’ AI Act, per chi non rispetta tali divieti sono previste delle sanzioni in base al fatturato annuo globale dell’ anno finanziario precedente. Quindi saranno a partire da un minimo di 7,5 milioni di euro o l’ 1,5% del fatturato annuo ad un massimo di 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale.
Per quanto riguarda le start-up, ci saranno degli accorgimenti che prevedono l’ utilizzo di queste tecnologie solamente per scopo di ricerca. Insieme a questa normativa ce ne sono altre che dovranno essere comunque rispettate.