Il sottosuolo italiano custodisce una quantità di acqua potabile molto più grande di quanto si immagini, tanto da coprire l’84% del fabbisogno idrico dell’intero Paese. È il dato che emerge dalla nuova Carta idrogeologica realizzata dall’Ispra, un lavoro che mette nero su bianco quello che spesso viene dimenticato quando si parla di risorse idriche.
Perché la prima immagine che viene in mente, parlando di acqua, è quasi sempre la stessa. Fiumi che scorrono, laghi ampi, dighe imponenti che trattengono milioni di metri cubi. Cose visibili, misurabili a occhio nudo. E invece la parte più importante della storia sta altrove, dove nessuno guarda. Sotto la superficie, in una rete di riserve idriche sotterranee che lavora in silenzio giorno dopo giorno.
Un gigante invisibile che disseta milioni di persone
Il paradosso è tutto qui. Quello che consideriamo il simbolo dell’acqua italiana, cioè i corsi superficiali, in realtà copre solo una fetta ridotta del fabbisogno. Il vero protagonista è nascosto, praticamente invisibile, e proprio per questo passa spesso inosservato. Eppure è questa enorme riserva naturale a garantire buona parte dell’acqua che ogni mattina arriva nei rubinetti delle case.
Milioni di persone, senza rendersene conto, dipendono da queste falde profonde. L’acqua che scende nel bicchiere, quella usata per cucinare o lavarsi, in larga parte proviene da lì sotto. Non da un lago che si vede dalla finestra, ma da un patrimonio custodito nel sottosuolo che continua a rifornire il territorio senza clamore.
La Carta idrogeologica dell’Ispra serve proprio a dare un volto a questo mondo sommerso. Serve a capire dove si trovano le riserve, quanto valgono, come vanno protette. Perché quando una risorsa non si vede, è più facile darla per scontata. E invece parliamo di un patrimonio che regge una parte enorme del fabbisogno nazionale, quell’84% che da solo racconta l’importanza di ciò che scorre sotto i piedi di tutti.
Guardare al sottosuolo, insomma, significa guardare alla vera spina dorsale dell’approvvigionamento idrico del Paese. Un sistema che non fa rumore ma che ogni giorno tiene in piedi qualcosa di fondamentale.