Il futuro del taglio delle accise sui carburanti è appeso a un filo, e a quanto pare le prossime ore saranno decisive. La scadenza dell’agevolazione attuale è fissata per il 6 giugno, e secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore il Governo potrebbe decidere di non prolungarla. Al suo posto si starebbe valutando qualcosa di diverso: uno sconto da 100 euro destinato alle famiglie con un ISEE sotto i 15.000 euro.
Parliamo, di fatto, di chi ha già accesso alla card Dedicata a Te, cioè circa 1,2 milioni di persone. Non proprio una platea sterminata, insomma. La parola definitiva dovrebbe arrivare oggi, durante il Consiglio dei Ministri, dove si deciderà che strada prendere.
La richiesta che arriva dall’Europa
Dietro la possibile scelta di non rinnovare il taglio delle accise ci sarebbe una spinta precisa, anzi un vero e proprio diktat, arrivato dalla Commissione Europea. A mettere i puntini sulle i ci ha pensato il commissario Valdis Dombrovskis, che ha spiegato la posizione di Bruxelles senza troppi giri di parole.
“Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica”, ha dichiarato. “Nello specifico, proponiamo la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico, con un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell’arco dei 3 anni”.
In pratica l’Italia, come gli altri Paesi dell’Unione, avrà a disposizione un budget extra per affrontare la crisi energetica. Ma c’è un grosso però: quei soldi non potranno finire nel taglio delle accise. Dombrovskis è stato chiaro nel dire che quelle risorse non vanno usate per sovvenzionare “l’uso di carburanti fossili, come le riduzioni non mirate della tassazione”. Tradotto: i fondi ci sono, ma non per abbassare il prezzo della benzina.
“Servono misure temporanee e mirate, che non alimentino la domanda di carburanti fossili perché ora fronteggiamo uno shock dell’offerta”, ha aggiunto. Lo spazio, semmai, è riservato agli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici.
Quanto costa e i prezzi dei carburanti oggi
Il Governo si ritrova quindi davanti a una scelta quasi obbligata, anche per una questione di numeri. Il taglio delle accise, dal 18 marzo a oggi, è costato qualcosa come 2 miliardi di euro. Il bonus da 100 euro per chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro, invece, peserebbe sulle casse dello Stato per appena 120 milioni di euro. La differenza, come si vede, è enorme.
Nel frattempo c’è una buona notizia per gli automobilisti: i prezzi dei carburanti stanno scendendo. Ecco la fotografia attuale, basata sui dati dell’Osservaprezzi Mise.
La benzina viaggia su un prezzo medio di 1,936 euro al litro in modalità self service, che salgono a 2,075 euro al litro per il servito. Il gasolio si attesta invece a 1,996 euro al litro al self e 2,137 euro al litro al servito.
Va meglio per chi usa il GPL, fermo a 0,800 euro al litro al self e 0,804 euro al litro per il servito. Il metano, infine, si colloca a 1,495 euro al litro in modalità self service e 1,561 euro al litro per il servito.