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I video musicali offline potrebbero diventare presto una delle carte da giocare per Spotify, almeno per chi paga l’abbonamento. Nel codice dell’app per Android sono comparse tracce di una funzione che permetterebbe di salvare i clip sul dispositivo e riguardarli senza connessione, esattamente come già accade con brani e podcast. Un tassello che manca da tempo, considerando quanto la piattaforma abbia allargato il proprio catalogo negli ultimi anni, passando dalla sola musica ai podcast, agli audiolibri e infine ai contenuti video.
Il punto interessante è che il download, oggi, funziona a due velocità. Chi usa il servizio nella versione gratuita può portarsi appresso soltanto i podcast, niente di più. Gli abbonati, invece, hanno accesso a un pacchetto ben più generoso, con la possibilità di scaricare playlist e album interi da ascoltare in aereo, in metropolitana o in qualsiasi zona dove il segnale decide di sparire. I video, fino a questo momento, sono rimasti fuori dal recinto.
Cosa dice il codice dell’app Spotify
L’indizio arriva dalla versione 9.1.76.1111 di Spotify per Android, dove sono state individuate stringhe che sembrano puntare in una direzione piuttosto precisa. Due in particolare fanno rumore, ovvero “Download video” e “Remove downloaded video”, cioè scarica video e rimuovi video scaricato. Difficile trovare una lettura alternativa. Si tratta del tipo di formulazione che di solito accompagna un pulsante vero e proprio, quello che compare accanto al contenuto e che consente di gestire lo spazio occupato in memoria.
Va detto che le stringhe nascoste nel codice non equivalgono a un annuncio. Capita spesso che funzioni individuate in questo modo restino ferme per mesi, oppure che vengano abbandonate del tutto prima di arrivare al pubblico. In questo caso, però, la logica commerciale sembra abbastanza lineare, perché il download offline è storicamente uno degli argomenti più forti per convincere gli utenti gratuiti a passare al piano a pagamento.
Perché la mossa avrebbe senso per Spotify Premium
I numeri aiutano a capire la portata della cosa. Gli utenti Premium sono 300 milioni secondo i dati più recenti, una platea enorme che rappresenta il cuore dei ricavi della piattaforma. Aggiungere il salvataggio dei clip musicali significa dare a quel pubblico un motivo in più per restare, in una fase in cui il video è diventato terreno di scontro tra servizi di streaming musicale e piattaforme social.
C’è anche un aspetto pratico da considerare. Guardare video in streaming consuma dati, molti più dati dell’ascolto audio, e la possibilità di scaricarli in anticipo cambia il modo in cui la funzione può essere usata quotidianamente. Un viaggio lungo, una connessione instabile, un piano tariffario con pochi giga a disposizione: sono tutte situazioni in cui l’offline fa la differenza concreta, non teorica.
Al momento non ci sono indicazioni su quando la novità potrebbe comparire nell’app, né su quali mercati la vedranno per primi. La funzione di download dei clip, se confermata, si affiancherebbe alle opzioni già esistenti per musica, podcast e audiolibri, completando il quadro di un’app che negli ultimi anni ha smesso di essere soltanto un lettore musicale.
Resta il fatto che la sezione video di Spotify si è ampliata gradualmente, prima con i canali dei podcast filmati e poi con i clip musicali veri e propri, e ogni passaggio ha portato con sé richieste da parte degli abbonati. Quella del salvataggio locale era tra le più insistenti, e le stringhe individuate nell’aggiornamento per Android suggeriscono che il lavoro, dietro le quinte, sia già cominciato.









