La verifica dell’identità degli sviluppatori sta per cambiare il modo in cui le app finiscono sui dispositivi Android, e non parliamo solo del Play Store. Google ha messo nero su bianco le date e i paesi coinvolti, e la cosa interessante è che il nuovo obbligo toccherà anche sei store gestiti da produttori terzi. L’azienda di Mountain View sostiene che si tratti di un modo per ridurre il numero di app pericolose in circolazione, mentre realtà come F-Droid la vedono in un’ottica ben diversa: per loro è soprattutto un freno al cosiddetto sideloading.
Tutto parte da un annuncio fatto verso la fine di agosto 2025. Da quel momento è chiaro che ogni sviluppatore, compresi quelli che non passano dal Play Store, dovrà registrarsi e confermare la propria identità. Servono i dati personali e un pagamento di circa 23 euro per coprire i costi amministrativi. Le app Android distribuite da chi non completa questa procedura non potranno più essere installate, e quelle già presenti smetteranno di funzionare sui dispositivi certificati, cioè quelli equipaggiati con Play Services e Play Protect. Google fa notare che la quasi totalità delle app sul Play Store, e parecchie di quelle disponibili sugli store alternativi, sono già state firmate con la chiave privata assegnata agli sviluppatori verificati. In altre parole, gran parte del lavoro sarebbe già stato fatto.
Quali store sono coinvolti e con quali tempistiche Android
I controlli partiranno da sei store di terze parti ben precisi. Si tratta di HONOR con il suo HONOR App Market, OPPO e OnePlus con OPPO App Market, Samsung con il Galaxy Store, Transsion con Palm Store, vivo con V-Appstore e infine Xiaomi con GetApps. L’obbligo della verifica scatterà il 30 settembre 2026 in quattro paesi: Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia. Nel corso del 2027 toccherà poi al resto del mondo.
C’è un calendario abbastanza fitto anche per quanto riguarda gli strumenti tecnici. Entro giugno 2026 Google distribuirà un nuovo servizio di sistema su tutti i dispositivi con almeno Android 8, che servirà a verificare la registrazione degli sviluppatori e, all’occorrenza, a bloccare le app non in regola. Entro luglio 2026 arriverà invece un nuovo tipo di account sviluppatore pensato per una distribuzione ridotta, fino a 20 dispositivi, senza obbligo di verifica dell’identità.
E poi c’è il capitolo dedicato agli utenti più smaliziati. Entro agosto 2026 sarà disponibile il metodo chiamato advanced flow, pensato proprio per chi vuole installare app distribuite da sviluppatori non verificati. In teoria dovrebbe risultare più semplice rispetto al classico uso di adb, l’Android Debug Bridge, anche se è chiaro che parliamo comunque di una strada riservata a chi mastica un po’ di tecnica.
Il punto dolente, alla fine, riguarda gli store indipendenti e open source, F-Droid in primis, ovvero tutti quelli che non fanno capo ai produttori dei dispositivi. Per loro l’impatto rischia di essere pesante, perché il nuovo sistema cambia le regole del gioco proprio dove c’era più libertà. Un sito dedicato spiega nel dettaglio cosa cambia concretamente per gli utenti e quali conseguenze comporta questa stretta sulla distribuzione delle app.