Quante volte si è abbandonato un acquisto online a metà strada perché il processo di verifica era troppo lungo, confuso o richiedeva di inserire dati che sembravano eccessivi rispetto al contesto? È un problema che Google conosce bene, e che affronta oggi a Money 20/20 Europe con tre aggiornamenti concreti per Google Wallet pensati per semplificare pagamenti e gestione dell’identità digitale senza abbassare il livello di protezione.
Dimostrare chi si è senza rivelare tutto
Uno dei limiti più evidenti dei sistemi di verifica tradizionali è che chiedono troppo. Per confermare di essere maggiorenni, un sito chiede nome, data di nascita, indirizzo, informazioni che in quel contesto sono semplicemente irrilevanti. Google sta costruendo un’alternativa diversa.
Dopo aver già lanciato le identità digitali in Brasile, India, Taiwan e Regno Unito, il prossimo passo è l’arrivo degli ID pass digitali in alcuni Stati membri dell’Unione Europea entro l’estate. L’accordo con Sparkasse Bank anticipa questo scenario: i clienti dell’istituto tedesco potranno usare Google Wallet per confermare la propria età senza condividere nessun’altra informazione personale. Il sistema risponde alla domanda “questo utente ha l’età richiesta?” con un semplice sì, senza esporre data di nascita, nome o indirizzo. Un approccio che tutela la privacy dell’utente e riduce il rischio per il rivenditore che gestisce quei dati.
Meno click, stesso carrello

Il pagamento diretto Google Pay è la novità più immediata per chi compra online. Invece di dover navigare tra schermate intermedie, le opzioni di pagamento salvate nel Google Wallet appaiono direttamente nella pagina di checkout del rivenditore. Un passaggio eliminato, un momento di attrito in meno, meno possibilità che l’utente decida di abbandonare prima di completare l’acquisto.
Il servizio è attivo da oggi per i commercianti che usano Airwallex e arriverà presto su Adyen, con l’obiettivo di espandersi progressivamente ad altri partner in tutto il mondo.
L’autenticazione che non blocca più il checkout
In Europa, la normativa impone standard di sicurezza stringenti per i pagamenti online, il che si traduce spesso in quei passaggi aggiuntivi che compaiono dopo aver premuto “Conferma ordine”: un codice via SMS, una verifica su un’altra app, un reindirizzamento verso un sito bancario. Misure necessarie, ma che nella pratica interrompono il flusso nel momento peggiore possibile.
L’autenticazione sicura dei pagamenti (SPA) aggiornata di Google risolve il problema senza aggirare i requisiti normativi. I test interni mostrano una riduzione dei tempi di autenticazione del 50% e un incremento delle conversioni del 3%, due numeri che per un e-commerce di medie dimensioni si traducono in un impatto economico significativo. Nei prossimi mesi la soluzione sarà disponibile con Visa, Checkout.com, Autopay e Adyen nel Regno Unito e in Polonia, con ulteriori espansioni già in programma.

