Il fenomeno del RAMageddon continua a mettere in difficoltà Apple, e stavolta la scarsa disponibilità di chip di memoria tocca il prodotto più venduto di Cupertino: MacBook Air. Chi vuole acquistarlo ora deve mettere in conto attese di diverse settimane, perché le scorte sono ridotte all’osso. Il problema, iniziato con Mac Studio e Mac mini, si allarga quindi a uno dei notebook più diffusi sul mercato.
Anche MacBook Air diventa difficile da trovare
La causa di tutto sono le difficoltà di approvvigionamento dei chip di memoria, sia DRAM che NAND flash. Già in passato Apple aveva dovuto togliere dal catalogo alcune configurazioni di Mac Studio e Mac mini, particolarmente richiesti tra chi esegue localmente modelli e agenti di intelligenza artificiale. Adesso lo stesso destino tocca il portatile più leggero della gamma.
Gli store fisici, a quanto pare, non riescono a stare dietro alla domanda. Il magazzino è quasi vuoto e questo si traduce in spedizioni limitate di nuove unità. Chi ordina oggi una delle configurazioni di base non vedrà arrivare il prodotto prima della fine di agosto. Va anche peggio per certe combinazioni particolari, quelle che mescolano dimensioni dello schermo, colore e soprattutto opzioni di memoria. In quel caso si parla di inizio settembre.
Prezzi in aumento e la spinta verso MacBook Pro
Tutto questo è la diretta conseguenza del RAMageddon: pochi chip disponibili e prezzi che salgono. Apple ha già ritoccato al rialzo i listini dei Mac, e con ogni probabilità arriveranno altri rincari nei prossimi mesi. L’azienda avrebbe intenzione di rifornirsi anche da CXMT e YMCT, ma la strada non è affatto liscia e gli ostacoli non mancano.
Negli Stati Uniti sui materiali pubblicitari è comparsa una dicitura piuttosto eloquente: “MacBook Air soggetto a disponibilità”. Un modo per gestire le aspettative dei clienti, ma anche per orientarli verso qualcos’altro. Cupertino, infatti, sta cercando di spingere gli utenti verso il modello base del MacBook Pro, complice pure l’arrivo ormai vicino della nuova versione equipaggiata con chip M6.
Il quadro, insomma, resta complicato per chi ha messo gli occhi su un nuovo portatile della mela morsicata. Tra scorte ridotte, tempi di consegna dilatati e listini che si muovono verso l’alto, l’attesa per mettere le mani su un MacBook Air rischia di allungarsi ancora, almeno finché la situazione dei chip di memoria non tornerà a normalizzarsi.





