Autostrada Donald Trump: così si chiama adesso una delle arterie stradali più importanti del Marocco, dopo la decisione di re Mohammed VI di intitolare al presidente statunitense la strada che collega Tiznit a Dakhla lungo la costa atlantica. Un gesto che ha subito fatto contento il diretto interessato e che racconta molto dello stato attuale dei rapporti tra Marocco e Stati Uniti.
La strada in questione non è un tratto qualunque. Parliamo di circa 1.055 chilometri che attraversano tutto il Sahara, toccando i centri urbani più popolosi della regione, compresa la capitale amministrativa El Aaiún e la città di Bojador. E buona parte del percorso, quasi 750 chilometri, corre all’interno dei confini del Sahara Occidentale.
Trump, Rabat e Washington sempre più vicine
Che a Trump piaccia essere celebrato non è certo una novità, e Mohammed VI lo sa bene. Ecco perché il sovrano ha deciso di ribattezzare questa arteria fondamentale come “Autostrada Presidente Donald J. Trump”. Un modo diretto, quasi teatrale, per rinsaldare un legame diplomatico che va avanti da decenni ma che negli ultimi tempi si è fatto ancora più stretto, soprattutto da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca.
Il valore di questa infrastruttura, però, va ben oltre la simbologia politica. Si tratta dell’unica rotta terrestre per il trasporto di merci su gomma che collega il Nord Africa, e quindi l’Europa, con l’Africa Occidentale subsahariana. Un corridoio commerciale che il Marocco punta a trasformare in un vero e proprio snodo per le rotte marittime verso l’Atlantico meridionale e le Americhe. E, non ultimo, uno strumento con cui Rabat cerca di consolidare la propria presenza nella regione attraverso investimenti pesanti.
Il ringraziamento per una vecchia decisione
Dietro l’intitolazione c’è anche un riconoscimento preciso. Con questo gesto Mohammed VI ringrazia gli Stati Uniti per aver riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, decisione arrivata nella fase finale del primo mandato di Trump come presidente, ormai sei anni fa. Una mossa che all’epoca aveva pesato parecchio sugli equilibri regionali e che oggi trova una sorta di contropartita simbolica.
La strada, del resto, è cruciale per l’economia marocchina perché collega le province meridionali con il resto del Paese, attraversando appunto il territorio conteso. Il nome scelto suona quindi come una conferma dell’alleanza strategica tra i due governi sul piano geopolitico.
Trump non ha perso tempo a rispondere. Lo ha fatto attraverso il suo social Truth, con parole entusiaste: “Grazie al molto rispettato Mohammed VI, re del Marocco. Che grande onore! Spero di poter percorrere un giorno tutta questa magnifica strada, magari presto! Presidente DONALD J. TRUMP”. Il messaggio era accompagnato da un video con le immagini della strada marocchina, mostrata in tutta la sua estensione lungo il deserto.


