rapheneOS ha finalmente spiegato cosa sta rendendo possibile il supporto agli smartphone Motorola, un passo che segna la fine di un’esclusività durata anni con i telefoni Pixel di Google. Il merito, a quanto pare, va soprattutto ai progressi fatti da Qualcomm sul fronte della sicurezza hardware, e il traguardo è fissato per il 2027.
Facciamo un piccolo passo indietro. Durante il MWC 2026, Motorola e GrapheneOS avevano annunciato una collaborazione a lungo termine, roba che aveva fatto drizzare le orecchie a parecchi appassionati di privacy. Ora arriva la conferma che il lavoro procede senza intoppi e che il supporto per gli smartphone del marchio è ancora previsto per il prossimo anno. Quello che ancora non si sa è se da questa partnership nascerà un telefono Motorola dedicato oppure se il supporto verrà semplicemente esteso a modelli già esistenti o in arrivo. Su questo punto, per ora, bocche cucite.
Perché il supporto arriva solo ora
Il nodo è sempre stato uno: la sicurezza hardware. In un lungo post pubblicato su X, il progetto ha ricordato che fino a oggi ha potuto lavorare esclusivamente con i dispositivi Pixel, semplicemente perché erano gli unici telefoni Android a rispettare i suoi requisiti piuttosto rigidi. La situazione, però, cambierà nel 2027 grazie proprio alla partnership con Motorola Mobility e ai passi avanti compiuti da Qualcomm.
Un aspetto interessante riguarda le nuove funzioni di sicurezza integrate direttamente in Android 17. Tra queste spicca il cosiddetto rate limiting basato sul secure element per PIN e password. In pratica, invece di permettere tentativi illimitati per indovinare il codice di sblocco, Android 17 li limita a soli 20 e aumenta progressivamente il tempo di attesa dopo ogni errore. Il risultato è una protezione molto più solida contro gli attacchi a forza bruta, quelli che tentano di forzare l’accesso provando una combinazione dopo l’altra. E GrapheneOS ha chiarito di supportare solo i dispositivi che implementano questa ultima generazione di protezioni.
Cosa aggiunge GrapheneOS ai telefoni supportati
Il progetto ha spiegato che i Pixel di Google integrano il rate limiting basato su secure element e la resistenza agli attacchi interni fin dai tempi di Pixel 2. Su questa base, però, GrapheneOS costruisce un intero strato di protezioni extra. Si parla di supporto per password più lunghe, autenticazione opzionale con impronta digitale più un secondo PIN come fattore aggiuntivo, mitigazioni rafforzate contro gli exploit, protezioni USB quando il telefono è bloccato e una funzione di riavvio automatico configurabile.
Per il momento i dispositivi Pixel restano l’unico hardware ufficialmente supportato. Ma con la roadmap di sicurezza di Qualcomm che procede secondo i piani, Motorola diventerà nel 2027 il primo grande produttore Android al di fuori di Google a supportare ufficialmente questo sistema operativo pensato per la privacy.


