Il ritorno dei Lumia potrebbe non fermarsi al solo aspetto estetico. Dopo aver riportato in vita il design esterno di quei dispositivi con Skyline prima e Hyper poi, HMD sembra pronta a spingersi molto più in là, andando a recuperare quello che davvero rendeva speciali quegli smartphone. Non parliamo più di scocche o linee, ma dell’anima vera e propria di quei telefoni, ovvero l’esperienza offerta ai tempi da Windows Phone e dalla sua interfaccia tanto particolare quanto riconoscibile.
Chi ha usato un Lumia negli anni passati si ricorderà bene di quella schermata fatta di riquadri colorati. Un modo di concepire il telefono che oggi appare quasi rivoluzionario, considerando quanto tutti gli smartphone si somiglino. L’idea, a quanto pare, sarebbe quella di attualizzare quel concetto e portarlo su Android, senza stravolgerne il fascino originale.
Le Live Tiles pronte a tornare su Android
L’indiscrezione arriva da un account su X che segue da vicino le mosse del marchio, smashx_60, secondo cui l’azienda starebbe testando un launcher Android con un design a piastrelle colorate. Sono le celebri Live Tiles, quelle che negli anni d’oro di Windows Phone facevano la differenza rispetto a tutti gli altri sistemi. Il funzionamento, stando a queste voci, prevederebbe aggiornamenti visibili direttamente nella schermata principale, senza dover per forza aprire ogni singola applicazione.
Si tratta di un approccio davvero diverso rispetto a quello a cui siamo abituati oggi. La stragrande maggioranza degli smartphone Android usa infatti le classiche griglie di icone, tutte ordinate e sostanzialmente identiche tra un modello e l’altro. Le Live Tiles, invece, rompevano questo schema. Permettevano di vedere a colpo d’occhio informazioni come messaggi, appuntamenti in agenda, previsioni del meteo e notifiche varie, il tutto senza nemmeno toccare l’app corrispondente.
Chi le ha provate ricorda un’esperienza più immediata rispetto ai sistemi concorrenti dell’epoca. In pratica era una specie di fusione tra le icone delle app e i widget, un ibrido che riusciva a mettere insieme il meglio dei due mondi. Un colpo d’occhio bastava per capire cosa stesse succedendo, dalle email arrivate al prossimo impegno segnato in calendario.
Resta da capire come HMD intenda gestire il tutto sul piano pratico, dato che si tratta pur sempre di adattare una filosofia nata su un sistema operativo diverso a un ambiente come quello di Android. Il fatto che si parli di un launcher e non di un intero sistema operativo lascia intendere un approccio più leggero, qualcosa che si installa sopra Android lasciandone intatta la base. Un modo intelligente per recuperare quella nostalgia senza dover ricostruire da zero un ecosistema che ai tempi non riuscì a decollare.


