Quando si nominano le tempeste solari, il primo pensiero corre quasi sempre alle aurore boreali, quei giochi di luce che colorano i cieli del nord. Bello, per carità, ma è solo la parte visibile e tutto sommato innocua di un fenomeno che ha conseguenze ben più concrete. Il vero spettacolo, quello che dovrebbe preoccupare, avviene molto più in alto. Lassù le particelle cariche sparate dal Sole possono mandare in tilt satelliti, sistemi GPS, comunicazioni radio e in certi casi persino le reti elettriche che alimentano intere città.
Per anni gli scienziati hanno lavorato con una convinzione precisa. Esisteva, secondo loro, una sorta di limite naturale alla risposta della Terra di fronte a questi eventi estremi. Come dire che oltre un certo punto il nostro pianeta non avrebbe reagito in modo più violento, quasi ci fosse un tetto invalicabile. Un’idea rassicurante, sulla quale sono stati costruiti buona parte dei modelli usati per stimare i rischi.
Cosa cambia con il nuovo studio della NASA
Ecco il punto. Un nuovo studio guidato dalla NASA ribalta questa certezza e lascia parecchio da pensare. Perché secondo le analisi condotte, quel limite naturale potrebbe non esistere affatto. Detta così sembra un dettaglio da addetti ai lavori, ma le implicazioni sono tutt’altro che marginali.
Se davvero la conclusione venisse confermata, le tempeste solari più intense sarebbero capaci di produrre effetti molto più severi di quanto immaginato finora. E qui casca l’asino, perché gli attuali modelli con cui si valutano i pericoli per le infrastrutture, sia quelle nello spazio sia quelle a terra, sono tarati proprio su quel limite che ora traballa. In pratica, i calcoli fatti fino a oggi potrebbero risultare troppo ottimistici.
Il ragionamento è semplice da seguire anche senza conoscere l’astrofisica nel dettaglio. Se non c’è un freno che rallenta la reazione del nostro pianeta, allora un evento eccezionalmente potente potrebbe scaricare sulle nostre tecnologie una quantità di energia superiore a quella prevista dagli scenari peggiori considerati fino a questo momento. Satelliti fuori uso, blackout su vasta scala, comunicazioni interrotte. Non fantascienza, ma possibilità che meritano di essere ricalcolate con numeri diversi.