Chi ha comprato i nuovi port di Call of Duty Black Ops e del suo seguito su PlayStation 4 e 5 si è ritrovato tra le mani un problema serio. A pochi giorni dal lancio, le lobby erano già invase dai cheater, al punto da rendere lo sparatutto praticamente ingiocabile. Una situazione che ha costretto Activision a intervenire in fretta e furia, staccando la spina a intere modalità pur di arginare il disastro.
Queste versioni di Black Ops 1 e 2 sono arrivate il 9 luglio, e ci è voluto poco perché iniziassero a circolare le prime lamentele. Non parliamo dei soliti trucchi banali che si vedono ogni tanto online. Qui la faccenda è più creativa e, a modo suo, quasi assurda. Nelle lobby personalizzate bastava lanciarsi una granata addosso proprio all’inizio del match per schizzare al massimo livello. Il risultato? Intere squadre che si facevano saltare in aria da sole, regalando la vittoria agli avversari senza sparare un colpo. Un modo tutto suo di giocare, diciamo.
Le contromisure di Activision e il problema dell XP negativo
Vedendo la situazione degenerare, Activision ha reagito nel modo più diretto possibile, cioè disattivando temporaneamente alcune playlist. L’annuncio è arrivato il 13 luglio sull’account ufficiale dedicato agli aggiornamenti di Call of Duty. Da quel momento è partita quella che l’azienda ha definito la prima fase degli interventi correttivi. Le playlist hanno ricevuto una correzione lato server, mentre chi si era ritrovato con XP negativi è stato riportato al livello 20 per poter ricominciare a progredire normalmente.
Quest’ultimo dettaglio merita una spiegazione, perché è legato a un exploit davvero strano che colpiva il primo Black Ops. In una partita a Dominio, uccidere un giocatore già arrivato al livello massimo poteva sparare l’utente al livello 50 oppure, al contrario, togliere la stessa quantità di esperienza dal punteggio complessivo. Chi finiva in negativo restava bloccato, perché il gioco lo leggeva come se fosse sotto il livello 1, impedendogli di fatto di giocare. Una specie di trappola invisibile in cui era meglio non cadere.
Server nuovi ma gli stessi vecchi problemi
Prima del lancio, Activision aveva assicurato che l’infrastruttura multiplayer poggiava su server completamente nuovi, proprio per evitare che i vecchi glitch e i problemi di un tempo tornassero a galla. Sulla carta un’ottima premessa. Nella pratica, però, i cheater negli ultimi 16 anni non hanno certo fatto passi indietro, anzi. E il fatto che queste riedizioni arrivino con un sovrapprezzo di circa 37 euro rende tutto ancora più fastidioso per chi ha messo mano al portafoglio aspettandosi un’esperienza pulita.
La vicenda dei port di Black Ops mostra quanto sia complicato riportare in vita titoli storici senza portarsi dietro anche il loro lato meno piacevole. Gli exploit legati all’XP e alle granate suicide hanno trasformato per giorni una parte consistente delle partite in un caos ingestibile, e la reazione di Activision, per quanto rapida, è stata più una toppa d’emergenza che una soluzione definitiva. La prima fase dei correttivi è appena partita, e il lavoro per restituire equilibrio alle lobby è ancora tutto da svolgere.