Con lo Starship flight 13 arriva finalmente il momento che segna una svolta concreta per il programma di SpaceX, perché per la prima volta il razzo non trasporterà simulatori ma venti veri satelliti Starlink V3. Un dettaglio che può sembrare tecnico, ma che in realtà racconta molto sulla direzione presa dall’azienda di Elon Musk. Lo sviluppo di Starship va avanti tra successi parziali e qualche intoppo, eppure il razzo continua a mostrare di essere sulla strada giusta verso la piena operatività.
Il punto è che il futuro di questo veicolo non si gioca solo sulla capacità di arrivare nello spazio. Conta soprattutto tornare indietro senza danni e ripartire in tempi rapidi. È qui che si concentra la sfida dei prossimi lanci, e il volo numero 13 diventa un banco di prova importante. La data è fissata per il 17 luglio, ma prima vale la pena capire cosa succederà davvero lassù.
Questi satelliti non entreranno subito nella rete commerciale. Serviranno invece a verificare il funzionamento del nuovo sistema di rilascio e delle comunicazioni laser tra un satellite e l’altro. Sei dei venti trasportati monteranno telecamere puntate verso il veicolo, così da raccogliere immagini utili per analizzare eventuali danni durante le varie fasi.
Motori Raptor e scudo termico sotto esame
Tra le novità più delicate di questo volo c’è il tentativo di riaccendere in orbita uno dei motori Raptor. Non è un dettaglio da poco. Se un motore non riuscisse a ripartire dopo aver raggiunto l’orbita, un veicolo di queste dimensioni rischierebbe di non poter effettuare un rientro controllato. Un problema serio, insomma, che spiega perché SpaceX ci tenga tanto a testare questa procedura.
Occhi puntati anche sullo scudo termico, un elemento su cui l’azienda lavora ormai da anni. Stavolta alcune delle migliaia di piastrelle ceramiche che proteggono Starship durante il rientro nell’atmosfera avranno una piccola aggiunta. Verranno montati dei sensori capaci di misurare le sollecitazioni subite in volo, dati preziosi per capire come migliorare la protezione del razzo.
Se tutti questi obiettivi andranno a segno, SpaceX si troverà sempre più vicina al primo vero volo orbitale di Starship, un traguardo che appassionati e addetti ai lavori aspettano da tempo. Il cammino verso la piena operatività resta lungo, e le fasi più interessanti devono ancora arrivare. Si partirà probabilmente con il dispiegamento della nuova generazione di Starlink, poi il rifornimento tra veicoli nello spazio, quindi le missioni lunari del programma Artemis e infine i primi viaggi diretti verso Marte.
Sul fronte pratico, il tentativo di lancio è previsto per venerdì 17 luglio 2026, quando in Italia saranno le 00:45. La finestra si chiuderà alle 02:15. Se il conto alla rovescia non subirà rinvii, la diretta di SpaceX partirà circa 30 minuti prima del decollo, quindi intorno alle 00:15 ora italiana.